Il ginocchio del ciclista

Nonostante la tecnologia a disposizione per posizionare il ciclista sulla bici, si verificano ancora frequentemente infortuni da sovraccarico (https://www.fisiobrain.com/dolore-e-posizione-del-corpo-sulla-bicicletta-nei-ciclisti-su-strada/). Tra questi, il dolore femororotuleo (PFP), definito anche “ginocchio del ciclista” è l’infortunio più frequentemente riferito dai ciclisti, con una prevalenza del 40-60% negli amatori e del 36-62% nei professionisti (https://www.fisiobrain.com/potenziali-fattori-associati-al-dolore-di-ginocchio-nei-ciclisti-una-revisione-sistematica/).
I sintomi del PFP sono principalmente dolore sordo e crepitio durante la pedalata e, in alcuni casi, gonfiore nella regione anteriore di ginocchio, spesso conseguenti ad alterazioni dell’allineamento dell’arto inferiore che modificano la distribuzione del carico nel ginocchio.
Sono stati ipotizzati e indagati numerosi fattori estrinseci e intrinseci, come il posizionamento in bici, la morfologia del ciclista, il carico di allenamento, l’attrezzatura e la presenza di squilibri muscolari, anche se la patogenesi del PFP è ancora molto discussa, probabilmente per una natura multifattoriale.
L’interdipendenza regionale (IR) è stata descritta per la prima volta nel 1977 da Erhard e Bowling come “una alterazione in una regione che può causare uno stress anomalo in un’altra regione, con la possibile conseguente insorgenza di un nuovo disturbo”. Successivamente (Wainner et al., 2001 e 2007), la IR è stata definita come “la possibile relazione causale tra disfunzioni apparentemente non correlate e distanti dai sintomi primari che potrebbero contribuire reciprocamente al disturbo riferito del paziente”.
La cinematica di ginocchio è fortemente influenzata prossimalmente da anca (interfaccia tra bacino e arto inferiore) e distalmente dal complesso caviglia/piede. Questa interdipendenza potrebbe in parte spiegare perché il ginocchio rappresenti la regione più frequentemente infortunata nei ciclisti.
La debolezza dei muscoli posterolaterali di anca (che rappresentano uno dei principali gruppi muscolari responsabili della produzione di potenza durante la pedalata) o lo squilibrio muscolare tra muscoli abduttori e adduttori di anca potrebbero causare un eccessivo valgismo dinamico di ginocchio, con conseguente aumento di stress nell’articolazione femororotulea.
La pronazione eccessiva del piede (che altera cinematica di tibia si piani frontale e trasverso) potrebbe determinare un’alterazione dell’allineamento dell’arto inferiore, determinando di conseguenza un aumento di stress nel ginocchio, oltre che ridurre la potenza propulsiva.
La gestione del PFP nel ciclista deve quindi essere multifattoriale e personalizzato (https://www.fisiobrain.com/best-practice-per-la-gestione-del-dolore-femororotuleo/), includendo la corretta gestione dei carichi di allenamento e l’eliminazione dei fattori di rischio, il rinforzo di core, muscoli posterolaterali di anca e quadricipite e, se considerati necessari, l’adozione di plantari (https://www.fisiobrain.com/efficacia-dei-trattamenti-nel-dolore-femororotuleo/). Il taping rotuleo può essere utilizzato per ridurre i sintomi nel breve termine (https://www.fisiobrain.com/efficacia-del-kinesio-taping-nel-dolore-femororotuleo/).
Reitz, R. D. (2025). Cyclist’s Knee: A Regional Interdependent Biomechanical Injury. Journal of Science and Cycling, 14(1), 11. https://doi.org/10.28985/1425.jsc.11
https://www.jsc-journal.com/index.php/JSC/article/view/986/846
Fisioterapista, MSc, OMPT
Passione Evidence-Based. Con la speranza di diventare un Fisioterapista migliore
https://samuelepassigli.wordpress.com/
https://orcid.org/0000-0003-2862-0116

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