Lesioni muscolari nello sport: quando e in quali situazioni avvengono

Nonostante la crescente disponibilità di programmi di prevenzione, l’incidenza delle lesioni muscolari nello sport non sembra essersi ridotta in modo significativo negli ultimi decenni. Per questo motivo risulta fondamentale mettere in relazione i modelli teorici e gli studi di biomeccanica con dati provenienti dal mondo reale, come quelli ottenuti attraverso l’analisi video degli infortuni durante la pratica sportiva.
L’obiettivo di questa revisione sistematica è stato identificare i modelli di infortunio muscolare in relazione alla sede della lesione e al tipo di sport praticato. A questo scopo sono stati analizzati i video di 728 lesioni muscolari indirette e senza contatto.
Dei 21 studi inclusi nella revisione, 17 hanno indagato gli infortuni muscolari negli sport di squadra, mentre 3 studi hanno analizzato gli infortuni negli sport individuali. La maggior parte degli studi considerati (n = 13) riguardava il calcio. Per quanto riguarda i meccanismi di infortunio, le lesioni senza contatto sono risultate nettamente più frequenti rispetto a quelle dovute a contatto indiretto (74% vs 26%). L’attività più frequentemente associata all’infortunio è risultata essere la corsa, responsabile di circa il 36% dei casi. Le restanti lesioni si sono verificate prevalentemente durante movimenti specifici dello sport caratterizzati da un elevato carico eccentrico.
Catena cinetica
Analizzando la dinamica degli infortuni, circa il 43% delle lesioni si è verificato in catena cinetica aperta, mentre il 57% in catena cinetica chiusa.
Per quanto riguarda gli hamstring, circa la metà degli infortuni si è verificata durante movimenti in catena cinetica chiusa, come ad esempio durante lo stacco da terra o altri movimenti in cui il piede rimane a contatto con il suolo. L’altra metà delle lesioni agli hamstring è stata invece osservata in catena cinetica aperta, soprattutto nella fase finale dello swing durante uno sprint, quando la gamba oscilla in avanti prima dell’appoggio a terra.
Un pattern simile è stato osservato anche per altri gruppi muscolari. Gli infortuni all’adduttore lungo si sono verificati più frequentemente in catena cinetica chiusa, ma una parte significativa è stata comunque osservata in movimenti a catena aperta. Anche per il quadricipite sono stati riportati casi in entrambe le condizioni. Le lesioni al tricipite surale, invece, sono state quasi sempre associate a movimenti in catena cinetica chiusa.
Meccanismi di infortunio
Analizzando le situazioni in cui avvengono gli infortuni, emergono alcune tendenze abbastanza chiare. Le lesioni degli hamstring sono risultate più frequentemente associate alla corsa, che rappresenta circa il 53% dei casi. Per quanto riguarda l’adduttore lungo, gli infortuni si sono verificati principalmente durante calci, cambi di direzione o movimenti di allungamento rapido del muscolo. Le lesioni del quadricipite, in particolare del retto femorale, sono state più spesso legate al gesto del calcio, che rappresenta la situazione di infortunio più comune. Infine, gli infortuni al tricipite surale si sono verificati prevalentemente durante la corsa oppure in situazioni di allungamento eccessivo del muscolo.
Cinematica
Per comprendere meglio come avvengono le lesioni muscolari, diversi studi hanno analizzato i video degli infortuni durante la pratica sportiva. Questo ha permesso di osservare la posizione delle articolazioni e i movimenti del corpo nel momento in cui si verifica la lesione.
Nel caso degli hamstring, il modello più frequentemente osservato si verifica quando il ginocchio si estende rapidamente mentre l’anca è flessa, una situazione tipica della fase finale della corsa. In questo momento il muscolo è fortemente allungato mentre sta lavorando attivamente. La posizione del tronco, invece, non sembra seguire uno schema costante.
Per quanto riguarda gli adduttori, le lesioni sono spesso associate a movimenti rapidi di allungamento del muscolo, in particolare quando l’anca si trova in estensione, abduzione e rotazione esterna. Situazioni simili si verificano, ad esempio, durante cambi di direzione o movimenti ampi della gamba.
Le lesioni del retto femorale sono invece più comuni durante movimenti in cui l’anca si flette mentre il ginocchio si estende, come avviene nel gesto del calcio.
Infine, per quanto riguarda il tricipite surale, il meccanismo più frequentemente osservato è una dorsiflessione della caviglia mentre il ginocchio è quasi completamente esteso. In questa posizione il muscolo viene sottoposto a un forte allungamento mentre deve ancora produrre forza.

Il rischio di lesione muscolare potrebbe essere ridotto attraverso programmi di esercizio che riproducono le situazioni in cui l’infortunio avviene più spesso. Ad esempio, le lesioni degli hamstring si verificano frequentemente durante corsa ad alta velocità e in condizioni di forte lavoro eccentrico del muscolo. Per questo motivo, nella pratica clinica e nell’allenamento sono sempre più utilizzati esercizi di sprint e lavori eccentrici, proprio per preparare il muscolo a tollerare queste situazioni.
Alla luce dei risultati di questa revisione, la prevenzione delle lesioni degli hamstring e in parte anche di quelle del tricipite surale, dovrebbe includere esercizi specifici di corsa e sprint, oltre a lavori di accelerazione e decelerazione, che riproducano le richieste reali dello sport. Le lesioni degli adduttori, invece, si verificano spesso quando il muscolo si trova in posizione molto allungata. Per questo motivo, programmi di prevenzione efficaci dovrebbero includere esercizi che allenino il muscolo proprio in queste condizioni, ad esempio movimenti che coinvolgono abduzione dell’anca, rotazione esterna e estensione dell’anca.
Finnern LS, et. al. Qualitative and quantitative situational characteristics of muscle strains in sports: a systematic review and meta-analysis. Br J Sports Med. 2026 Feb 11;60(3):211-226.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41558842/

Fisioterapista, OMPT
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