11 raccomandazioni per la gestione del dolore muscoloscheletrico

I disturbi con dolore muscoloscheletrico rappresentano la principale causa di disabilità e sono un importante fattore responsabile della spesa sanitaria. Un fattore contribuente a questa spesa è la scarsa qualità dell’assistenza sanitaria. Nei disturbi con dolore muscoloscheletrico esiste spesso un eccessivo utilizzo di indagini strumentali, chirurgia e farmaci, con scarsa attenzione a consigli, indicazioni ed educazione del paziente.

Le linee guida di pratica clinica (CPG) hanno l’obiettivo di ottimizzare l’assistenza sanitaria, migliorare l’impiego delle risorse, ridurre la distanza con le evidenze scientifiche e valutare rischi e benefici di strategie di gestione alternative. Infatti, i trattamenti che rispettano le raccomandazioni delle CPG determinano risultati migliori con costi inferiori.
Esistono per i clinici alcune difficoltà nell’implementazione delle CPG nella pratica quotidiana per la gestione del dolore muscoloscheletrico, come presenza di più linee guida per un determinato disturbo (es. lombalgia e artrosi), utilizzo di terminologia inconsistente, e, in alcuni casi, scarsa qualità e mancanza di trasparenza nel loro sviluppo.

L’obiettivo di questa revisione è stato identificare delle raccomandazioni dalle CPG di elevata qualità (pubblicate negli ultimi anni) per gestire tre principali disturbi con dolore muscoloscheletrico: dolore spinale (lombare e cervicale), di anca e ginocchio (compresa l’artrosi) e di spalla. Infatti, sempre più studi dimostrano che disturbi in differenti regioni presentano molti aspetti sovrapponibili, per meccanismi, fattori prognostici e decorso clinico.

Dopo un processo di sintesi delle CPG, sono state identificate 11 raccomandazioni per i disturbi con dolore muscoloscheletrico.

  1. La gestione deve essere centrata sul paziente, considerando contesto e preferenze, comunicazione efficace e processo decisionale condiviso.
  2. È fondamentale lo screening alla valutazione iniziale per identificare i pazienti con probabilità elevata di patologie gravi/red flag.
  3. Devono essere valutati i fattori psicosociali, compresi yellow flag, stati emotivi (come ansia e depressione), paura del movimento e aspettative.
  4. L’imaging è scoraggiato a meno che non sia sospettata una patologia grave (red flag), la risposta al trattamento sia insoddisfacente, la progressione di segni e sintomi sia inspiegabile o se i risultati dell’imaging hanno la probabilità di modificare il trattamento (es. se è presa in considerazione la chirurgia).
  5. La valutazione iniziale deve includere l’esame fisico (es. test di screening neurologici, mobilità ed escursione articolare, equilibrio e forza).
  6. I progressi del paziente devono essere valutati con misure di outcome validate.
  7. I pazienti devono essere informati/educati sul loro disturbo (es. prognosi e aspetti psicosociali) e sulle opzioni di trattamento e incoraggiati all’auto-trattamento.
  8. La gestione deve considerare attività fisica e/o esercizio.
  9. Se considerata necessaria, la terapia manuale può essere utilizzata in associazione ad altre strategie, come componente di un approccio multimodale che comprenda esercizio, gestione dei fattori psicologici e informazione/educazione.
  10. In assenza di specifiche controindicazioni (es. red flag), deve essere impostato un trattamento non chirurgico prima di considerare la chirurgia.
  11. La partecipazione lavorativa o la ripresa del lavoro devono essere incoraggiate.

Queste raccomandazioni possono aiutare i pazienti a prendere decisioni sull’assistenza sanitaria e assisterli nell’identificare strategie di trattamento non ottimali. I clinici possono usare queste raccomandazioni per impostare un trattamento efficace, identificare le conoscenze da approfondire e valutare la propria pratica quotidiana. Inoltre, queste raccomandazioni possono essere rilevanti anche per altri disturbi caratterizzati da dolore muscoloscheletrico non traumatico, come le tendinopatie, dove i fattori psicosociali sono predittivi dell’outcome, l’imaging ha un’utilità clinica discutibile e esercizio ed educazione rappresentano pilastri fondamentali della gestione.

Lin I, et al. What does best practice care for musculoskeletal pain look like? Eleven consistent recommendations from high-quality clinical practice guidelines: systematic review. Br J Sports Med. 2020 Jan;54(2):79-86.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30826805/

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