Marco Briganti – Fisioterapista, DO

dizzinessLa vertigine cervicale è un’entità controversa. La pluralità eziologica dei sintomi a essa associata ne rende difficile l’inquadramento diagnostico indipendentemente dall’eponimo finale. Storicamente, è difficile identificare il momento in cui vertigine e dizziness sono stati associati a disfunzioni del tratto cervicale, ancora più difficile risalire al momento in cui il tutto si sia trasformato in una diagnosi medica.
A un osservatore distratto il binomio cervicale-vertigine potrebbe sembrare logico e consequenziale visto che vertigine e dizziness spesso si scatenano durante la rotazione della testa. La variabile denominata “vertigine propriocettiva cervicogenica” è ancora in attesa di uno studio complementare che ne dimostri la reale esistenza; purtroppo, negli ultimi anni, si è assistito ad una rapida riduzione del numero di pubblicazioni scientifiche relative a questa patologia. Se si escludono quelli fatti nei casi di colpo di frusta, non ci sono studi epidemiologici e probabilistici. Vertigine e dizziness sono tra le 20 cause più frequenti di consulto medico; l’80% di questi casi sono in condizioni di acuzie e di gravità tale da giustificare l’intervento del clinico. Il dizziness colpisce il 50% della popolazione sopra i 65 anni ed è la causa di consulto più frequente sopra i 75 anni. Il 50% dei pazienti che si presentano dal medico per dizziness sono effettivamente affetti da vertigine.
I sostenitori della vertigine di origine cervicale la considerano come la causa più comune di sindrome vertiginosa. Di fatto, i pazienti a cui vengono diagnosticate vertigini cervicali risultano avere anche altre affezioni: vascolari, neurologiche, optocinetiche, vestibolari, propriocettive (muscolo-scheletriche), ecc.
Molte sono le questioni legate alla definizione di “vertigine cervicale”. Innanzi tutto i vari studi scientifici (tutti in lingua inglese) spesso definiscono la stessa patologia con nomi differenti. Da ciò emerge una confusione terminologica. Furmann ha parlato di “dizziness cervico-genico” definendolo come una sensazione aspecifica di alterazione dell’equilibrio e dell’orientamento spaziale originata dall’attività anomala delle afferenze cervicali.
Non ci sono studi complementari specifici, ma soprattutto non esistono elementi clinici patognomici. La rotazione cervicale associata a dolore e vertigine appare essere l’elemento più importante per la diagnosi differenziale. Interessante notare come l’elemento tipico che caratterizza la vertigine/disequilibrio è una indeterminata rigidità cervicale. Si pensa che ciò possa essere dovuto all’insicurezza provata dal soggetto durante la deambulazione e quindi allo stato tonico-emozionale che ne consegue.
Esistono numerose evidenze circa l’utilità della terapia manuale e manipolativa associata o non a farmaci. Furmann ed al. sottolineano l’importanza della rieducazione vestibolare associata a manipolazioni in termini di rapido ed adeguato recupero della sintomatologia.

Yacovino DA. Vértigo cervical: mitos, realidades y evidencia científica. Neurología. 2012

Abstract
Introduction
Cervical vertigo is a controversial entity. While it was overemphasised in the past, it is overlooked nowadays, and it seems to combine elements of myth and reality.
The purpose of this article is to review the most important aspects of this entity from a historical, pathophysiological, clinical, and therapeutic point of view. We also identify the main alternative diagnoses that led to it being recognised erroneously, and classify and organise the literature in order to review earlier articles which first described the disease.
Development
Some entities previously defined as cervical vertigo have survived the test of time and may be found in the literature today. This is true of rotational vertebral artery syndrome, post-traumatic cervical vertigo, and cervicogenic proprioceptive vertigo. Others, such as cervical sympathetic syndrome (Barré-Lieou syndrome), have been discredited. We present a clinical variant known as subclinical vertebrobasilar insufficiency in a context of cervical osteoarticular changes.
Conclusions
Cervical vertigo has been a controversial entity for many years. Completing a clinical-pathophysiological assessment to explain the symptoms in a particular case proves to be the most reasonable bedside strategy, regardless of the name assigned to the disease in the end. At present, no complementary studies have demonstrated that the variant known as cervicogenic proprioceptive vertigo is an independent entity, and measuring its true impact is difficult. Once potentially severe causes of the symptoms have been ruled out, the most appropriate strategy seems to be use of manipulative and vestibular physical therapy.

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