Marco Briganti – Fisioterapista

tuning forkLa valutazione degli infortuni in ambito medico sportivo è una componente centrale della pratica clinica. Anamnesi, osservazione e test clinici sono determinanti nella definizione del piano terapeutico sebbene identificare le fratture in assenza di una valutazione radiografica rimane la maggior sfida clinica.
L’elicitazione del dolore ad oggi rimane la strada più percorribile attraverso la percussione e lo squeeze test, sebbene l’affidabilità di queste pratiche sia inficiata dalla tolleranza del soggetto al dolore con falsi positivi e falsi negativi.
La letteratura relativa alle metodiche di diagnosi non radiografica di frattura è ancora povera di evidenze certe.
L’obiettivo dello studio è stato verificare l’accuratezza dianostica di uno strumento di “risonanza” come un diapason a 128 Hz applicato all’osso con sospettata frattura associato ad auscultazione stetoscopica dello stesso.
L’assunto teorico si basa sul fatto che un osso fratturato se messo in risonanza emette una vibrazione auscultabile diversa (diminuzione o assenza) rispetto al suo omologo sano.
La gran parte degli autori usano questa tecnica su ossa pari anche se si sono cercate prove di efficacia sulle altre.
La valutazione con il metodo del diapason è stata accurata sulle fratture trasverse, ma non nelle avulsioni e nelle fratture incomplete. Nelle fratture trasverse, lo spazio creato dalla frattura è sufficiente per ridurre il suono prodotto dal diapason (test positivo); di conseguenza, il suono è diminuito o assente se confrontato con l’osso sano. Nelle avulsioni e nelle fratture incomplete, l’osso è lesionato ma intatto e, di conseguenza, il suono non è in genere alterato (falso negativo).
Il test è accurato e di facile esecuzione, non presenta pericolosità per il paziente ed è praticamente a costo zero.
Gli autori hanno sottolineano il fatto che l’utilizzo di questa procedura può aumentare la specificità di un test ampiamente utilizzato come l’Ottawa Ankle Rules (test con elevata sensibilità utilizzato per escludere fratture di caviglia e piede).
Il gonfiore articolare o a livello dei tessuti molli potrebbe alterare i risultati. Perciò, il test dovrebbe essere eseguito prima che si formi il gonfiore.
In linea di massima i livelli di accuratezza oscillano tra l’85% e il 94% e questo rende la procedura attendibile nel caso in cui non si disponga nell’immediato di strumento radiografico.

Moore MB. The use of a tuning fork and stethoscope to identify fractures. J Athl Train. 2009 May-Jun;44(3):272-4.
Free PMC Articlehttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2681212/

Abstract
CONTEXT:
Nonradiographic tests to identify fractures rely on a patient’s report of increased pain at the site of injury. These tests can be misleading and produce false-positive or false-negative results because of differences in pain tolerance. A painless technique using a tuning fork and stethoscope to detect fractures has undergone limited review in the athletic training literature.
OBJECTIVE:
To determine if the use of a 128-Hz vibrating tuning fork and stethoscope were effective in identifying fractures.
DESIGN:
Cross-sectional study.
SETTING:
University athletic training room or local orthopaedic center when fractures were suspected.
PATIENTS OR OTHER PARTICIPANTS:
A total of 37 patients (19 males, 18 females) volunteered.
MAIN OUTCOME MEASURE(S):
A diminished or absent sound arising from the injured bone as compared with the uninjured bone represented a positive sign for a fracture. Radiographs interpreted by the attending orthopaedic physician provided the standard for comparison of diagnostic findings.
RESULTS:
Sensitivity was 0.83 (10:12), specificity was 0.80 (20:25), positive likelihood ratio was 4.2, negative likelihood ratio was 0.21, and diagnostic accuracy was 81% (30:37).
CONCLUSIONS:
The tuning fork and stethoscope technique was an effective screening method for a variety of fractures.

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