Emanuele Tortoli – Fisioterapista, SPT, DO

 

(Immagine: http://www.epainassist.com)

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Il dolore subacromiale è una problematica molto comune nelle patologie della spalla. L’eziologia sembra essere multifattoriale dal momento che coinvolge diverse strutture anatomiche. La fisioterapia e la terapia infiltrativa con corticosteroidi rappresentano la prima scelta di intervento. Quando la terapia conservativa non raggiunge i risultati desiderati è raccomandato l’intervento chirurgico di decompressione sottoacromiale. Sebbene gli effetti della fisioterapia e della decompressione artroscopica subacromiale (ASD) si equivalgano, il numero di operazioni ha continuato ad aumentare negli ultimi anni.
Un precedente studio (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3282676/) mostrava come un programma di esercizi eccentrici in pazienti in lista di attesa per intervento chirurgico portava ad un miglioramento del dolore subacromiale. Nonostante tutti i pazienti avessero già svolto della fisioterapia, la maggior parte ha deciso di rifiutare l’intervento chirurgico dopo 3 mesi di esercizi specifici.
L’obiettivo del presente studio è stato valutare se i risultati positivi a breve termine sono mantenuti dopo un anno e se il punteggio Costant Murley (C-M), lo stato della cuffia e i reperti radiologici influenzano la decisione chirurgica.
Sono stati reclutati 96 pazienti e randomizzati in un gruppo con programma di esercizi specifici e in un gruppo controllo. 85 pazienti nei 3 mesi precedenti lo studio hanno ricevuto una o più iniezioni di corticosteroidi. Tutti i pazienti presentavano all’esame clinico un dolore subacromiale, ma non una rottura massiva della cuffia. Una prerogativa per essere inclusi nello studio era quella di avere una positività al test di Neer, in più almeno 3 tra il segno di Neer, il test di Hawkins-Kennedy, il test di Jobes e il test di Patte dovevano essere clinicamente positivi. L’estensione della rottura tendinea è stata valutata in relazione alla grandezza e alla profondità della lesione nel tendine e classificata in lacerazione parziale (PTT) o lacerazione a tutto spessore (FTT).
L’analisi retrospettiva dei dati ha permesso di stabilire che l’elevato grado di disabilità (quartile più basso della scala C-M) e una FTT prima di iniziare il trattamento fisioterapico influenzano il risultato finale e renderebbero necessario l’intervento chirurgico. Analizzando la scala C-M, il gruppo che ha effettuato esercizi specifici nei primi 3 mesi presentava un miglioramento statisticamente significativo, anche tra i 3 mesi e un anno rispetto al gruppo di controllo. La presenza di calcificazioni subacromiali e uno stato degenerativo del tendine non hanno rappresentato delle variabili influenti la scelta chirurgica. Un numero maggiore di pazienti del gruppo di controllo (63%) rispetto al gruppo di esercizio specifico (24%) ha deciso di ricorrere all’intervento chirurgico.
Sulla base dei risultati, tutti i pazienti con dolore subacromiale, senza segni clinici di rotture massive della cuffia dei rotatori, dovrebbero ricevere come primo trattamento 3 mesi di esercizi specifici.
 

Hallgren HC, Holmgren T, Oberg B, Johansson K, Adolfsson LE. A specific exercise strategy reduced the need for surgery in subacromial pain patients. Br J Sports Med. 2014 Oct;48(19):1431-6.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24970843

 

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