Samuele Passigli – Fisioterapista, OMT

 

dry needling

 

Nei pazienti con neck/shoulder pain, il dolore è inizialmente unilaterale, ma si diffonde con il passare del tempo diventando bilaterale. In questi pazienti, un’iperalgesia meccanica e una riduzione della soglia del dolore potrebbero essere associata alla presenza di trigger point miofasciali (MTrP). La presenza di MTrP latenti nel muscolo omologo controlaterale rispetto a quello con MTrP attivi potrebbe essere una possibile spiegazione ad una distribuzione simmetrica dei sintomi nei pazienti con dolore cronico.
L’obiettivo primario di questo studio è stato verificare, in un gruppo di pazienti con dolore unilaterale di spalla associato a MTrP attivi nel muscolo infraspinato, la presenza di MTrP latenti nel muscolo infraspinato controlaterale. Secondo il Dr. Simons, i MTrP dell’infraspinato possono causare dolore locale e dolore riferito nella regione della spalla e nella regione anterolaterale del braccio. Inoltre, altri autori hanno dimostrato come i MTrP latenti possono alterare i normali pattern di attivazione muscolare. Di conseguenza, il trattamento dei MTrP latenti potrebbe migliorare la funzione motoria, la rigidità muscolare e ripristinare la normale sensibilità meccanica muscolare, limitando la diffusione nella regione controlaterale rispetto quella dolorosa.
I’obiettivo secondario dello studio è stato mappare i MTrP nell’infraspinato utilizzando la tecnica del dry needling e studiando la soglia del dolore alla pressione (PPT).
Gli autori hanno suddiviso la superficie cutanea sovrastante l’infraspinato in 10 aree circolari con diametro di un centimetro. La PPT è stata valutata 3 volte in ciascuna area con algometro elettronico e, successivamente, al centro di ciascun area è stato inserito un ago per identificare la presenza di un MTrP (5 volte in 5 direzioni al fine di evocare una local twitch response, LTR). E’ stato scelto il dry needling perchè è una tecnica considerata più sensibile rispetto alla palpazione manuale per identificare i MTrP. Ai pazienti è stato chiesto di descrivere la zona di dolore riferito dopo ciascun inserimento dell’ago. Le aree con LTR e dolore descritto come familiare sono state definite con MTrP attivo; le aree con LTR, ma senza dolore riferito, sono state definite con MTrP latente.
Il numero dei MTrP è stato significativamente maggiore nel lato sintomatico rispetto al lato non sintomatico. Nel lato sintomatico, il numero dei MTrP attivi e il numero dei MTrP latenti è stato simile; nel lato non sintomatico, non stati evidenziati MTrP attivi, ma solo latenti. Il numero di MTrP latenti è stato simile nei due lati.
La PPT è stata significativamente inferiore nel lato sintomatico. La PPT è stata inferiore a livello dei MTrP attivi rispetto ai MTrP latenti. La PPT a livello dei MTrP latenti è stata simile tra i due lati.
Il numero maggiore di MTrP attivi e latenti è stato individuato nella porzione media dell’infraspinato.
I risultati di questo studio evidenziano l’importanza di ricercare multipli MTrP attivi nello stesso muscolo in pazienti con dolore miofasciale. Inoltre, la presenza di MTrP latenti bilateralmente potrebbe rappresentare una conseguenza della sensibilizzazione centrale. Questi dati, con i risultati di studi precedenti, suggeriscono he i MTrP potrebbero rappresentare un importante input nocicettivo periferico e contribuire alla sensibilizzazione centrale, con iperalgesia meccanica generalizzata e una risposta al dolore aumentata.
 

Ge HY, Fernández-de-Las-Peñas C, Madeleine P, Arendt-Nielsen L. Topographical mapping and mechanical pain sensitivity of myofascial trigger points in the infraspinatus muscle. Eur J Pain. 2008 Oct;12(7):859-65.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18203637

 


 

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