Samuele Passigli – Fisioterapista, MSc, OMT

 

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Il dolore femororotuleo (PFP) è un disturbo caratterizzato da dolore nella regione anteriore di ginocchio e limitazione funzionale. E’ una condizione non auto-limitante, con sintomi persistenti nel 90% dei pazienti dopo 4 anni dalla diagnosi. Il PFP potrebbe essere un fattore di rischio per lo sviluppo dell’artrosi femororotulea. I fattori biomeccanici proposti come fattori di rischio sono divisi in 1) prossimali (anca e tronco), 2) locali (fattori che influenzano direttamente l’articolazione femororotulea) e 3) distali (caviglia e piede).
L’obiettivo di questo studio osservazionale è stato indagare la possibilità di suddividere i pazienti con PFP in sottogruppi utilizzando una batteria di semplici test clinici.
I pazienti inclusi nello studio presentavano un dolore anteriore di ginocchio da almeno 3 mesi, aggravato da almeno due delle seguenti attività: postura seduta prolungata, salire o scendere le scale, effettuare uno squat, correre e saltare. Erano richieste inoltre almeno due dei seguenti sintomi all’esame clinico: dolore durante la contrazione isometrica resistita del quadricipite, dolore alla palpazione delle faccette posteriori della rotula, dolore durante lo squat.
La valutazione clinica prevedeva l’esecuzione dei seguenti test: 1) flessione passiva del ginocchio in posizione prona per valutare l’estensibilità del retto femorale, 2) estensione passiva del ginocchio in posizione supina per valutare l’estensibilità degli hamstring, 3) misurazione della estensibilità del gastrocnemio con inclinometro, 4) valutazione della forza dei muscoli abduttori di anca, 5) misurazione della forza del quadricipite con dinamometro, 6) mobilità della rotula (glide mediale e glide laterale), 7) valutazione della pronazione del piede con il Foot Posture Index.
I risultati dello studio hanno permesso di definire 3 sottogruppi da implementare nella pratica clinica: 1) un sottogruppo “forte”, 2) un sottogruppo “debole e rigido” e 3) un sottogruppo “debole e con piede pronato”. Il sottogruppo “forte” comprendeva più maschi, un indice di massa corporea (BMI) minore, un livello di attività fisica maggiore e minor dolore. Il sottogruppo “debole e rigido” aveva un BMI maggiore e mostrava un’associazione tra un minor funzionalità e la durata maggiore dei sintomi. I pazienti nel sottogruppo “debole e con piede pronato” erano più giovani e con i sintomi presenti da meno tempo.
Questi risultati suggeriscono che l’utilizzo di semplici test clinici permette di individuare nella pratica clinica 3 sottogruppi di pazienti con PFP. Questo studio potrebbe rappresentare un primo passo per definire la strategia più appropriata di trattamento.
 

Selfe J, Janssen J, Callaghan M, Witvrouw E, Sutton C, Richards J, Stokes M, Martin D, Dixon J, Hogarth R, Baltzopoulos V, Ritchie E, Arden N, Dey P. Are there three main subgroups within the patellofemoral pain population? A detailed characterisation study of 127 patients to help develop targeted intervention (TIPPs). Br J Sports Med. 2016 Feb 1.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26834185

 

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