Christian Lorenzini – Fisioterapista, SPT
Samuele Passigli – Fisioterapista, OMT

 

football turf

 

I terreni sintetici da calcio di terza generazione, definiti ufficialmente “football turf” da FIFA e UEFA, sono stati introdotti alla fine degli anni 90. Nonostante l’erba naturale sia la superficie tradizionale per le partite e gli allenamenti di calcio, le condizioni climatiche spesso difficoltose, i costi di gestione e le esperienze preliminari positive hanno incoraggiato la FIFA ad autorizzare partite internazionali sulle nuove superfici.
L’obiettivo di questo studio prospettico, basato un un protocollo di raccolta dati validato da FIFA e UEFA, è stato indagare il rischio di infortunio in calciatori professionisti associato al terreno sintetico rispetto al terreno in erba naturale. I pochi studi precedenti, con evidenti limitazioni metodologiche, hanno riportato una maggiore incidenza di infortuni sui terreni sintetici di prima e seconda generazione, dovuti principalmente a rimbalzi e scorrimento dalla palla irregolari.
Gli outcome indagati sono stati l’incidenza generale degli infortuni durante gli allenamenti e le competizioni, la gravità degli infortuni e l’incidenza dei vari infortuni.
Sono stati registrati dagli staff sanitari 775 infortuni (che hanno impedito al giocatore di partecipare alle attività della squadra), di cui 455 (59%) traumatici e 320 (41%) da overuse, senza differenze statisticamente significative nell’incidenza generale tra le superfici, durante gli allenamenti o le competizioni. Le lesioni legamentose, le contusioni e le lesioni muscolari sono stati gli infortuni traumatici più comuni. L’analisi dei risultati ha evidenziato un rischio maggiore di distorsione di caviglia, soprattutto durante le competizioni, e un rischio minore di lesioni muscolari sulla superficie sintetica, anche se questi dati devono essere analizzati con cautela per poichè riferiti a sottogruppi con un numero limitato di soggetti. L’incidenza maggiore di infortuni durante le competizioni è stata registrata all’inizio e alla fine dell’anno, con un picco ulteriore a settembre, probabilmente per l’influenza delle condizioni climatiche sui terreni di gioco, sintetici e naturali.
Da un punto di vista sanitario, non sembrano esserci controindicazioni all’aumento dell’utilizzo delle superfici sintetiche, anche se sono necessari studi ulteriori.
 

Ekstrand J, Timpka T, Hägglund M. Risk of injury in elite football played on artificial turf versus natural grass: a prospective two-cohort study. Br J Sports Med. 2006 Dec;40(12):975-80.
Free PMC article: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2577464/

 

Abstract
OBJECTIVE: To compare injury risk in elite football played on artificial turf compared with natural grass.
DESIGN: Prospective two-cohort study.
SETTING: Male European elite football leagues.
PARTICIPANTS: 290 players from 10 elite European clubs that had installed third-generation artificial turf surfaces in 2003-4, and 202 players from the Swedish Premier League acting as a control group.
MAIN OUTCOME MEASURE: Injury incidence.
RESULTS: The incidence of injury during training and match play did not differ between surfaces for the teams in the artificial turf cohort: 2.42 v 2.94 injuries/1000 training hours and 19.60 v 21.48 injuries/1000 match hours for artificial turf and grass respectively. The risk of ankle sprain was increased in matches on artificial turf compared with grass (4.83 v 2.66 injuries/1000 match hours; rate ratio 1.81, 95% confidence interval 1.00 to 3.28). No difference in injury severity was seen between surfaces. Compared with the control cohort who played home games on natural grass, teams in the artificial turf cohort had a lower injury incidence during match play (15.26 v 23.08 injuries/1000 match hours; rate ratio 0.66, 95% confidence interval 0.48 to 0.91).
CONCLUSIONS: No evidence of a greater risk of injury was found when football was played on artificial turf compared with natural grass. The higher incidence of ankle sprain on artificial turf warrants further attention, although this result should be interpreted with caution as the number of ankle sprains was low.
 

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