Samuele Passigli – Fisioterapista, OMT

1La lesione massiva della cuffia dei rotatori (CDR) è per definizione una lesione che coinvolge almeno 2 tendini o una lesione maggiore di 5 cm. I pazienti con una lesione massiva della CDR presentano una riduzione della forza, una limitazione dell’escursione articolare e dolore invalidante. La riparazione chirurgica è raccomandata, nonostante la frequenza dei fallimenti dopo riparazione artroscopica sia stata stimata anche del 94%, probabilmente perché le lesioni massive croniche della CDR sono comunemente associate a una scarsa qualità dei tessuti con infiltrazioni di grasso (FI) e a una riduzione dello spazio subacromiale (AHD). È importante però considerare che alcuni pazienti presentano un outcome funzionale soddisfacente anche in presenza di un fallimento della guarigione della CDR dopo la riparazione.
LA FI dell’infraspinato sembra essere l’unico fattore prognostico indipendente che potrebbe influenzare negativamente la guarigione anatomica dopo la riparazione artroscopica. Nessun fattore preoperatorio potrebbe invece prevedere uno scarso outcome funzionale. Solamente la riduzione dell’AHD postoperatorio potrebbe influenzare negativamente l’outcome funzionale del paziente e dovrebbe essere considerato per definire la prognosi e le strategie di trattamento. Una riduzione dell’AHD postoperatorio potrebbe riflettere un’alterazione della normale meccanica gleno-omerale per il fallimento della guarigione della CDR.
In molti pazienti, l’outcome funzionale migliora a prescindere dal fallimento della guarigione dopo la riparazione chirurgica, probabilmente per la riduzione della dimensione della lesione e per l’acromionplastica. Di conseguenza, la riparazione della CDR dovrebbe essere sempre presa in considerazione, anche se la possibilità di una guarigione anatomica è bassa nelle lesioni massive, poiché i pazienti possono avere un outcome funzionale soddisfacente indipendentemente dall’outcome anatomico.

Chung SW, Kim JY, Kim MH, Kim SH, Oh JH. Arthroscopic repair of massive rotator cuff tears: outcome and analysis of factors associated with healing failure or poor postoperative function. Am J Sports Med. 2013 Jul;41(7):1674-83.

Abstract
BACKGROUND:
Many patients with an unhealed cuff after repair show functional improvement.
PURPOSE:
To evaluate outcomes of arthroscopically repaired massive rotator cuff tears and to identify prognostic factors affecting rotator cuff healing and functional outcome, especially in patients with failed rotator cuff healing.
STUDY DESIGN:
Case series; Level of evidence, 4.
METHODS:
Among 173 patients who underwent arthroscopic repair of a massive rotator cuff tear, 108 patients with a mean age of 63.7 years were included. Outcome evaluation was completed both anatomically (CT arthrography or ultrasonography) and functionally at a minimum of 1 year postoperatively; mean follow-up period was 31.68 ± 15.81 months. Various factors affecting cuff healing were analyzed, and factors affecting functional outcome were evaluated in patients with failed repairs using both univariate and multivariate analyses.
RESULTS:
The anatomic failure rate was 39.8% in arthroscopically repaired massive rotator cuff tears; however, functional status significantly improved regardless of cuff healing (P < .05). Several factors were associated with failure of cuff healing in the univariate analysis, but only fatty infiltration (FI) of the infraspinatus was significantly related to healing failure in the multivariate analysis (P = .04). Among patients with failed rotator cuff healing, only reduced postoperative acromiohumeral distance (AHD) was related to poor functional outcome in the multivariate analysis (P = .01), with a cutoff value of 4.1 mm.
CONCLUSION:
Despite a high rate of healing failures, arthroscopic repair can be recommended in patients with massive rotator cuff tears because of the functional gain at midterm follow-up. Higher FI of the infraspinatus was the single most important factor negatively affecting cuff healing. In cases of failed massive rotator cuff repair, no preoperative factor was able to predict poor functional outcome; reduced postoperative AHD was the only relevant functional determinant in the patients’ eventual functional outcome and should be considered when ascertaining a prognosis and planning further treatment strategies.

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