Regole di predizione clinica per la radicolopatia cervicale

La radicolopatia cervicale (RC), per definizione, è un disordine della radice nervosa cervicale e frequentemente è causata da erniazione del disco cervicale o da altre lesioni occupanti spazio (ad esempio, osteofitosi), con conseguente infiammazione e/o impingement. La risonanza magnetica e lo studio elettrofisiologico, sebbene non perfetti, sono considerati gli esami più accurati per la diagnosi di RC. Per i costi, l’attesa e il disagio associati a questi strumenti diagnostici, è utile definire e implementare un accurato esame clinico per diagnosticare una RC.

Nel 2003, Wainner et al. hanno sviluppato una regola di predizione clinica (Clinical Prediction Rule, CPR) per diagnosticare la presenza di una RC composta da un cluster di 4 item (tre test di provocazione e un test di movimento). Una CPR si definisce come il processo mediante il quale una serie di caratteristiche cliniche, che hanno dimostrato di essere fattori predittivi statisticamente significativi di una condizione o di un outcome, sono utilizzate per classificare pazienti eterogenei in sottogruppi che si comportano in modo simile applicando il medesimo strumento diagnostico, prognostico o terapeutico.

Quattro criteri sono considerati i migliori fattori predittivi per la presenza di una RC: ULNT 1 positivo (positivo se i sintomi del paziente sono riprodotti, se è presente una differenza rispetto al controlaterale nell’estensione di gomito > 10° o se la flessione omolaterale del collo riduce i sintomi e/o la flessione controlaterale del collo aumenta i sintomi), ROM attivo in rotazione dal lato sintomatico inferiore a 60°, test di distrazione positivo (positivo se la sintomatologia si riduce) e Spurling test A positivo (positivo se riproduce i sintomi). L’ULNT 1, con una sensibilità prossima al 100%, rappresenta un utilissimo strumento di screening per la RC (come il test SLR per la radicolopatia lombare). Di conseguenza, se il test ULNT 1 è negativo, la RC può essere esclusa (rule out) e la necessità di eseguire altri test clinici del cluster o trattamenti per questo disordine è minimizzata. Se sono positivi 3 test del cluster, la probabilità post-test che il paziente presenti un RC è del 65%, se sono positivi 4 test la probabilità aumenta al 90%.

Per il fisioterapista è fondamentale diagnosticare clinicamente un RC, in modo tale da impostare un trattamento per ridurre il dolore e migliorare l’outcome del paziente.

Wainner RS, Fritz JM, Irrgang JJ, Boninger ML, Delitto A, Allison S. Reliability and diagnostic accuracy of the clinical examination and patient self-report measures for cervical radiculopathy. Spine (Phila Pa 1976). 2003;28(1):52–62.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12544957/

1 commento

  • Samuele Passigli

    Per approfondire:

    Waldrop MA. Diagnosis and treatment of cervical radiculopathy using a clinical prediction rule and a multimodal intervention approach: a case series. J Orth Sports Phys Ther 2006;36(3):152-159.

    Childs JD, Cleland JA. Development and application of clinical prediction rules to improve decision making in physical therapist practice. Phys Ther 2006;86(1):122-131.

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