Christian Lorenzini – Fisioterapista, SPT

epicondiliteL’epicondilalgia laterale (LE), denominata anche epicondilite o gomito del tennista, è un disturbo muscoloscheletrico caratterizzato da un dolore sull’epicondilo laterale del gomito, spesso aggravato dalle attività di prensione che potrebbero determinare delle modificazioni nel tendine dei muscoli estensore radiale breve del carpo e estensore come delle dita.
Numerosi studi hanno evidenziato l’assenza di cellule infiammatorie negli individui affetti da LE, mentre sono state riscontrate modificazioni nel funzionamento dei tendini di ordine neurogenico (presenza di mediatori chimici del dolore come sostanza P e calcitonina dovuti ad alterazione degli input afferenziali), vascolare (neovascolarizzazione) e strutturale (presenza di fibre necrotiche e alta percentuale di fibre a rapida contrazione); per questi motivi i termini LE o tendinopatia laterale sono più appropriati e il termine epicondilite dovrebbe essere abbandonato.
Numerosi studi hanno indagato gli effetti delle mobilizzazioni e delle manipolazioni di gomito, polso, rachide cervicale e toracico nel trattamento della LE.
Nonostante siano state pubblicate numerose revisioni, non esiste ad oggi una definizione del trattamento più appropriato della LE. Numerosi studi hanno investigato gli effetti delle manipolazioni di gomito, polso e della regione cervicodorsale.
La manipolazione di Mill è una tecnica HVLAT per il gomito frequentemente utilizzata nella pratica clinica. La Mobilizzazione con Movimento (MWM) proposta da Mulligan ha ricevuto molta attenzione in letteratura. La tecnica MWM, associata ad una tecnica self-MWM effettuata come esercizio terapeutico domiciliare, potrebbe determinare nel breve termine una riduzione del dolore e un miglioramento della funzionalità.
Numerosi studi hanno investigato la prevalenza dei disturbi del rachide cervicale e dorsale nei soggetti con LE e l’effetto delle mobilizzazioni e delle manipolazioni di questi distretti sugli impairment e sulla funzionalità. I risultati evidenziano che il trattamento di questi distretti potrebbe determinare una riduzione del dolore, un aumento della forza e un miglioramento della funzionalità. Nonostante gli effetti fisiologici delle manipolazioni non siano ancora chiaramente definiti, è possibili ipotizzare che siano in grado di modificare gli input afferenti e le risposte neuromotorie.
Classificare i soggetti con LE in sottogruppi con presentazione clinica omogenea potrebbe orientare il clinico nella scelta del distretto da trattare con le mobilizzazioni, le manipolazioni e l’esercizio terapeutico (gomito e polso, rachide cervicodorsale o entrambi).

Vicenzino B, Cleland JA, Bisset L. Joint manipulation in the management of lateral epicondylalgia: a clinical commentary. J Man Manip Ther. 2007;15(1):50-6.
Free PMC Article: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2565595/

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