L’impatto del dolore cronico orofacciale sulla qualità della vita correlata alla salute

Il dolore orofacciale (OFP) può essere un sintomo di vari disturbi e tra le condizioni di OFP cronico più comuni ci sono disturbi temporomandibolari (TMD), sindrome della bocca urente (BMS), dolore facciale neuropatico e dolore facciale idiopatico persistente. La prevalenza di OFP cronico varia tra 8 e 15% e ha un notevole impatto economico in termini di perdita di giorni lavorativi e costi diretti di assistenza sanitaria.

La valutazione della qualità della vita correlata alla salute (HRQoL) fornisce informazioni sugli effetti soggettivi delle condizioni croniche di salute sulla vita delle persone colpite. Gli strumenti generici di HRQoL descrivono la salute complessiva del soggetto con un singolo indice che riflette lo stato di salute in relazione alla piena salute e alla morte. Le valutazioni generiche di HRQoL sono sempre più utilizzate come misure di esito del trattamento riferite dal paziente in quanto forniscono importanti informazioni sugli effetti benefici e negativi dei trattamenti dal punto di vista del soggetto. La HRQoL basata sulle preferenze si espande su strumenti generici applicando vari metodi per incorporare l’opinione del paziente in merito al valore di un particolare stato di salute e può essere utilizzata per eseguire analisi costi-benefici.
Le valutazioni della HRQoL sono state ampiamente utilizzate nella medicina del dolore, poiché queste misure sono in grado di riflettere la natura soggettiva e multidimensionale del dolore cronico. Gli studi hanno dimostrato una consistente compromissione della HRQoL in diverse condizioni di dolore cronico, ma se questo si possa applicare alle condizioni di OFP cronico non è del tutto chiaro poiché i pochi studi sul OFP che utilizzano misure generiche di HRQoL si sono concentrati su condizioni individuali. Non sono stati riportati confronti tra HRQoL di pazienti con OFP cronico e quella della popolazione generale o di soggetti con altre condizioni croniche di salute. Fino a poco tempo fa nessuno dei molti strumenti di HRQoL era stato validato nel dolore cronico e recentemente è stato dimostrato che il 15D, uno strumento HRQoL generico basato sulle preferenze con buona affidabilità, validità e potere discriminativo, è stato associato in maniera più forte con misure comunemente usate di severità del dolore cronico, indicando una migliore validità. Il 15D ha anche mostrato un migliore potere discriminativo, in particolare per i pazienti con buona salute. In generale, si considera che la misura dell’interferenza fornisce una panoramica globale della funzionalità quotidiana e dell’impatto psicosociale di una condizione di dolore. L’interferenza del dolore è un metodo di valutazione ampiamente utilizzato e accuratamente studiato nell’OFP cronico: è stato dimostrato che i pazienti che riportano l’interferenza del dolore più severa riportano i più alti livelli di disagio psicologico e riferiscono come peggiore la loro salute generale rispetto a quelli con minori disabilità. Sulla base dei risultati precedenti, si può ipotizzare che i pazienti con OFP cronico abbiano HRQoL compromessa e che l’interferenza causata dal dolore sia fortemente associata a HRQoL.

Lo scopo di questo studio trasversale era di valutare, usando lo strumento 15D, l’impatto dell’OFP cronico sulla HRQoL, confrontando l’HRQoL dei pazienti con quello di un campione standardizzato per età e genere della popolazione generale. Inoltre, poiché il 15D non era stato precedentemente utilizzato per studiare il OFP, gli autori volevano testarne la validità e il potere discriminativo studiando l’associazione dei dati della 15D con l’interferenza del dolore.

Nello studio sono stati inclusi 151 soggetti di età compresa tra 18 e 75 anni (119 di sesso femminile, età media 50 anni) con OFP cronico (sono stati esclusi soggetti con mal di testa). Le misure di outcome utilizzate sono state: 15-dimensional health-related quality of life measure (15D), Brief Pain Inventory (BPI), Pain Anxiety Severity Scale (PASS-20), Beck Depression Inventory II (BDI II), Basic Nordic Sleep Questionnaire, l’insorgenza di dolore in altre aree, la durata del dolore facciale e i fattori socioeconomici.

Per quanto riguarda l’interferenza del dolore, sono emerse differenze soprattutto nelle caratteristiche psicosociali dei pazienti: con l’aumentare delle interferenze del dolore è stato osservato un aumento statisticamente significativo dell’intensità del dolore, della cronicità del dolore, della presenza di dolore in altre aree, dei sintomi depressivi, dell’ansia e dei disturbi del sonno, mentre è stata osservata una diminuzione dell’attività fisica nel tempo libero. Il punteggio medio 15D dei soggetti con OFP era significativamente inferiore a quello del campione standardizzato per età e genere della popolazione generale. Tutti i valori medi della dimensione 15D erano statisticamente significativamente inferiori rispetto a quelli della popolazione generale, con le maggiori differenze osservate nelle dimensioni del disagio e dei sintomi, del sonno e della vitalità.

I risultati dello studio indicano che OFP cronico riduce sostanzialmente la HRQoL nei soggetti che ne sono affetti: la HRQoL auto-riferita da questi soggetti era statisticamente, significativamente e clinicamente inferiore in maniera importante rispetto a quella di un campione standardizzato per età e genere della popolazione generale. Dalle diverse dimensioni della salute descritte dalla 15D, disagio e sintomi, il sonno e la vitalità sono stati i più colpiti. I risultati hanno anche indicato la validità convergente tra i risultati della 15D e l’interferenza nel funzionamento quotidiano causata dal dolore, mostrando una diminuzione lineare statisticamente significativa dei valori del punteggio della dimensione 15D e nella maggior parte dei valori della dimensione individuale con crescente interferenza del dolore, nonché una correlazione inverso tra il punteggio 15D e l’interferenza del dolore. Questi risultati suggeriscono che il 15D è uno strumento appropriato per l’uso nella valutazione della HRQoL nei soggetti con OFP.

La HRQoL dei soggetti con OFP cronico è peggiore di quella dei soggetti che soffrono di molti tipi di patologie croniche come cancro, depressione, dolore lombare o cervicale, artrosi d’anca e di ginocchio e paragonabile a quella dei soggetti con gravi condizioni psichiatriche o patologia coronarica. Il fatto che l’OFP cronico sembra avere un impatto sulla HRQoL più di molte gravi condizioni di salute somatica può riflettere la natura globale della sofferenza o dell’angoscia spesso connessa a problemi di dolore cronico. La differenza può essere dovuta agli effetti più devastanti dei dolori corporei su mobilità e attività abituali, ad esempio, rispetto a quelle causate da condizioni di dolore orofacciale: avere dolore muscoloscheletrico solo nella regione craniomandibolare compromette la HRQoL meno del dolore muscoloscheletrico più diffuso.

In conclusione, la HRQoL è significativamente compromessa nei pazienti con dolore cronico orofacciale. Mostrando un declino lineare della HRQoL con l’aumentare delle interferenze legate al dolore, i risultati suggeriscono che il 15D è uno strumento appropriato per l’uso nella valutazione della HRQoL nei pazienti con dolore orofacciale.

Forssell H, Sipilä K, Teerijoki-Oksa T, Vartiainen P, Kautiainen H, Sintonen H, Kalso E. The impact of chronic orofacial pain on health-related quality of life. Scand J Pain. 2019 Dec 27.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31881002

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