La scarpa “corretta” può prevenire gli infortuni?

La scelta della scarpa da corsa “corretta” è, negli ultimi decenni, un argomento molto discusso da clinici, allenatori e atleti di qualsiasi livello. Da anni il mercato delle scarpe cerca di adeguare i vari modelli al tipo di appoggio del piede dell’atleta. La presenza di più tipi di scarpe ha portato a credere che esista per ogni atleta una scarpa “corretta” e che tale utilizzo sia utile a prevenire gli infortuni.


Esiste una relazione causale tra le caratteristiche di esposizione alla corsa (distanza percorsa, velocità di corsa, frequenza di allenamento e cambiamenti improvvisi o cronici di queste variabili) e infortuni durante la corsa. Le caratteristiche non correlate all’allenamento (tra cui le scarpe da corsa) rappresentano fattori in grado di influenzare il carico di allenamento che un runner può tollerare prima che si verifichi un infortunio e possa modificare l’esposizione alla corsa.

Nonostante la tecnologia delle scarpe sia sempre migliore ed esista un’attenzione maggiore da parte dei runner nella scelta della scarpa “corretta”, l’incidenza degli infortuni è in aumento

Nei runner gli infortuni hanno spesso un’origine multifattoriale, nel 75-85% dei casi la causa è da attribuire a errori negli allenamenti (carichi di lavoro troppo alti). Le scarpe non sono la causa di infortuni ma possono modificare il carico di allenamento che un runner può tollerare prima di sviluppare un infortunio. Spesso clinici e coach possono confondersi nell’interpretazione dei risultati di alcuni studi a causa della scarsa coerenza e delle discutibili interpretazioni. Il lettore dovrebbe tenere a mente che le caratteristiche metodologiche chiave, come il disegno dello studio, la popolazione studiata e i risultati di interesse definiscono il livello di evidenza, la generalizzabilità dei risultati e delle conclusioni.

Il tipo di scarpa influenza alcune variabili della corsa come la forza di reazione al suolo e il movimento del corpo durante la corsa, ma nessuna delle differenze osservate è correlata al rischio d’infortunio perché gli infortuni non erano l’outcome di interesse. Di conseguenza, qualsiasi conclusione di questo tipo è speculativa. Ogni tipo di conclusione dovrebbe essere valutata bene nel caso si confrontino in maniera retrospettiva le variabili biomeccaniche del gesto della corsa tra runner infortunati e runner sani.

Soprattutto i runner non professionisti prestano molta attenzione alla scelta delle scarpe da corsa e frequentemente sono convinti che rappresenti il fattore principale di un eventuale infortunio

Gli infortuni da sovraccarico nei runner possono essere causati da uno squilibrio tra il carico di allenamento e la capacità rigenerativa del corpo oppure tra il carico esterno e interno. Il razionale dietro la scelta della scarpa corretta, basata esclusivamente sull’opinione di alcuni esperti, si basa sul fatto che gli infortuni siano causati da un’eccessiva forza di reazione al suolo e un eccessivo movimento del piede. Le scarpe dovrebbero servire a ridurre le forze di impatto e ridurre l’eccessiva pronazione del piede durante la fase di appoggio.

In base alla morfologia del piede sono state create tre grandi categorie commerciali di scarpe:
Cushioned shoes con una grande proprietà di ammortizzazione, consigliate per i runner con un piede cavo, rigido e una ridotta pronazione.
Stability shoes con una media proprietà di ammortizzazione controllo dei movimenti del piede, consigliate per i runner con una “normale” morfologia del piede.
Motion-control shoes con un supporto dell’arco plantare e un sistema rigido per impedire la pronazione del retropiede.

Sfortunatamente, negli anni sono stati svolti studi dove si è dimostrato che utilizzare la scarpa “corretta” in base alla morfologia del piede non riduce il rischio di infortunio

Le capacità di assorbire gli urti delle scarpe derivano dai materiali utilizzati nella suola (il tipo, la densità e la struttura) e dalla conformazione della scarpa (spessore dell’intersuola). Per promuovere i sistemi di ammortizzazione è stata modificata la durezza dell’intersuola. Basandosi sul presupposto che le forze di impatto esterne siano associate al rischio d’infortunio, la corsa su una superficie dura provocherebbe forze d’impatto maggiori, per questo motivo è stato pensato di ridurre le forze di impatto aumentando il materiale d’imbottitura e l’ammortizzazione.

Le influenze del grado di ammortizzazione della scarpa sulle caratteristiche delle forze d’impatto erano inconsistenti rispetto ad altre variabili come la velocità e la cadenza di corsa

Altri aspetti studiati per cui non esiste nessuna raccomandazione sulla prevenzione degli infortuni sono la differenza di altezza tra il tallone e la punta (drop), l’usura della scarpa, il tipo di scarpa (minimalista o scarpa convenzionale), la marca e il costo.

Probabilmente il ruolo delle scarpe da corsa nella prevenzione degli infortuni è stato ampiamente sopravvalutato. Alcune raccomandazioni di base, come la sensazione soggettiva di comfort nella scelta di un paio di scarpe da corsa, il passaggio progressivo e attento a un nuovo paio e l’ascolto del proprio corpo durante l’allenamento sembrano però essere d’aiuto. La raccomandazione migliore è quella di alternare più paia di scarpe da corsa per evitare un sovraccarico meccanico sistematico e consentire il passaggio progressivo a nuove scarpe. Un aspetto importante riguardo la prevenzione degli infortuni dovrebbe essere una corretta educazione dell’atleta, fondamentale per sviluppare strategie ottimali di autogestione.

1 commento

  • Matteo

    C’è una bibliografia per questo?
    Grazie

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