Samuele Passigli – Fisioterapista, OMT

 

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La lesione del legamento crociato anteriore (LCA) è un infortunio frequente che generalmente richiede la ricostruzione chirurgica per ripristinare la stabilità e la funzionalità del ginocchio. Purtroppo, la ricostruzione e la successiva riabilitazione hanno un tasso di fallimento fino al 30% per una nuova lesione dopo la ripresa delle attività sportive. Inoltre, molti soggetti non sono in grado di riprendere l’attività sportiva al livello pre-lesionale. Nonostante le evidenze dimostrino l’efficacia dei training neuromuscolari nella prevenzione e nella riabilitazione, molti di questi approcci sono rivolti principalmente ai fattori biomeccanici, come la forza muscolare, l’escursione di movimento, l’equilibrio e le funzioni pliometriche, con scarsa attenzione alle componenti neurologiche e cognitive. Studi recenti hanno infatti mostrato alterazioni neuroplastiche dopo l’infortunio, la ricostruzione e la riabilitazione, persistenti anche dopo anni, che potrebbero limitare la funzionalità e la partecipazione sportiva. Considerare questi fattori neurologici e integrare un training neurocognitivo nella riabilitazione neuromuscolare, potrebbe migliorare la capacità di trasferimento degli adattamenti sensomotori dalla clinica alle attività, migliorando di conseguenza gli outcome. Approcci alternativi e terapie aggiuntive potrebbero aiutare il clinico a interagire con le funzioni neurologiche e cognitive associate con gli schemi di movimento alterati che aumentano il rischio di una nuova lesione del LCA.
La necessità di interagire con il controllo sensomotorio è dimostrata dai meccanismi delle lesioni non da contatto del LCA: un’incapacità di mantenere un adeguato controllo neuromuscolare durante il mantenimento di un focus attentivo esterno, ovvero durante situazioni di gioco complesse con variabili multiple. Tipicamente, invece, gli approcci neuromuscolari utilizzano un focus interno, situazione estremamente rara durante le attività sportive.
La necessità di collegare le importanti esigenze sportive neurocognitive e di controllo motorio durante la riabilitazione potrebbe quindi beneficiare di strategie specifiche indirizzate ai fattori neurocognitivi in aggiunta alle strategie biomeccaniche già comunemente utilizzate.
Una funzione sensomotoria che potrebbe essere interessata dalla lesione del LCA è il controllo motorio che richiede un feedback visivo. Il sistema visivo è un meccanismo fondamentale per la coordinazione, la regolazione e il controllo del movimento durante la gestione dell’interazione con l’ambiente circostante (focus esterno).
 

Grooms D, Appelbaum G, Onate J. Neuroplasticity following anterior cruciate ligament injury: a framework for visual-motor training approaches in rehabilitation. J Orthop Sports Phys Ther. 2015 May;45(5):381-93.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25579692

 

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