Samuele Passigli – Fisioterapista, OMT

 

patellofemoral pain

 

Sebbene l’eziologia del dolore femororotuleo (PFP) sia multifattoriale, recentemente è stata data molta attenzione ai fattori prossimali. In particolare, è stato ipotizzato che un’eccessiva adduzione e rotazione interna di anca, nelle attività in carico, potrebbe determinare un aumento dello stress articolare femororotuleo. Di conseguenza, numerosi studi hanno indagato gli effetti clinici dei programmi di rinforzo dei muscoli estensori, abduttori e rotatori esterni di anca in soggetti con PFP.
L’obiettivo di questa revisione sistematica è stato (1) differenziare la forza dei muscoli posterolaterali di anca tra un fattore di rischio e un deficit associato nei soggetti con PFP; (2) indagare l’associazione della forza dei muscoli posterolaterali di anca con il PFP in uomini e donne in età differenti; (3) valutare gli effetti del rinforzo muscolare dei muscoli posterolaterali di anca sulle variabili biomeccaniche associate con l’insorgenza del PFP.
Il risultato più importante dello studio è stato una discordanza tra i risultati degli studi prospettici e degli studi trasversali. In particolare, gli studi trasversali indicano che i soggetti con PFP presentano una debolezza dei muscoli posterolaterali di anca se confrontati con i soggetti sani; di contro, gli studi prospettici, sebbene pochi ed eterogenei, indicano che il deficit di forza isometrico potrebbe essere la conseguenza e non una delle cause del PFP, anche se la forza isometrica potrebbe non essere la misurazione clinica ottimale e, di conseguenza, potrebbero essere utili ulteriori studi per valutare altri parametri (ad esempio, la resistenza o la forza eccentrica).
Le femmine presentano un deficit di forza maggiore, confermando l’ipotesi che maschi e femmine rappresentano due sottogruppi distinti con fattori di rischio e deficit differenti, anche se pochi studi hanno valutato la forza nei soggetti di sesso maschile.
Evidenze limitate indicano come gli adolescenti con PFP potrebbero non avere gli stessi deficit di forza degli adulti con PFP, anche se la maggior parte degli studi ha incluso solo soggetti adulti. Di conseguenza, questi risultati evidenziano come il PFP potrebbe avere un’eziologia differente nell’adolescente e potrebbero confermare ulteriormente che gli impairment della forza osservati negli adulti potrebbero essere la conseguenza del dolore piuttosto che la causa.
Due studi hanno indagato gli effetti di un programma di rinforzo dei muscoli posterolaterali di anca sulla cinematica nei soggetti con PFP. Nonostante una riduzione significativa dei sintomi, gli autori non hanno evidenziato modificazioni nella cinematica. Di conseguenza, la riduzione dei sintomi potrebbe essere la conseguenza di una maggior capacità di attenuare le forze a livello del ginocchio piuttosto che di modificazioni dell’allineamento dell’arto inferiore.
In sintesi, i risultati di questa revisione suggeriscono che la forza dei muscoli posterolaterali di anca è ridotta in presenza di PFP, ma tale deficit potrebbe non essere un fattore di rischio. Ciò indica che i test di forza muscolari hanno uno scarso valore come strumento di screening, ma sono importanti nei soggetti che presentano PFP. Inoltre, considerati gli outcome clinici, i protocolli di rinforzo di questi muscoli sono raccomandati in soggetti con PFP, soprattutto nelle femmine e meno nei maschi adulti e negli adolescenti, indipendentemente dal genere.
La forza è solamente un aspetto da considerare durante la riabilitazione; il miglioramento del controllo motorio ha la stessa o forse maggiore importanza, considerato soprattutto il fatto che il rinforzo muscolare non determina cambiamenti nella cinematica.
 

Rathleff MS, Rathleff CR, Crossley KM, Barton CJ. Is hip strength a risk factor for patellofemoral pain? A systematic review and meta-analysis. Br J Sports Med. 2014 Mar 31.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24687010

 

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