Samuele Passigli – Fisioterapista, OMT

sindrome dolorosa femororotuleaLa gestione dei pazienti con dolore femororotuleo (PFP) è spesso difficoltosa per una definizione non chiara dei fattori eziologici e della strategia ottimale di trattamento. Molte strategie di trattamento includono il rinforzo del quadricipite e la sospensione temporanea delle attività per ridurre il dolore e ripristinare una funzionalità normale, mentre esercizi di rinforzo per i muscoli abduttori e rotatori esterni di anca sono spesso fondamentali per correggere un deficit di forza prossimale.
La debolezza del quadricipite è in genere quantificata come una riduzione della massima forza valutata con test isocinetici, anche se può essere presente in soggetti con PFP in assenza di atrofia muscolare, ma con inibizione neuromuscolare per un’alterazione degli input afferenti.
L’obiettivo di questo studio è stato indagare la relazione tra attivazione e forza muscolare del quadricipite durante l’esecuzione di due test (esercizio isometrico e squat) e PFP.
I risultati dello studio evidenziano che una minore attivazione del vasto mediale obliquo (VMO) non necessariamente induce una diminuzione della forza del quadricipite. Inoltre, i deficit nella contrazione volontaria del quadricipite non sempre sono accompagnati da un imbalance tra VMO e vasto laterale (VL). Di conseguenza, il PFP non è necessariamente correlato a un impairment del quadricipite o del VMO. I risultati dello studio non hanno evidenziato differenze significative nell’onset del timing di attivazione tra VMO e VL tra l’arto inferiore sintomatico e l’arto inferiore asintomatico.
E’ interessante notare che in alcuni pazienti con una ridotta attivazione del VMO, il deficit di attivazione anticipa il dolore. In altri, la ridotta attivazione è successiva all’insorgenza del dolore. E’ possibile ipotizzare che, quando il dolore precede la disfunzione del quadricipite, l’inibizione per il dolore sia responsabile del deficit di attivazione del VMO. Di conseguenza, è opportuno ridurre la sintomatologia algica prima di effettuare un programma di esercizi di rinforzo.

Toumi H, Best TM, Pinti A, Lavet C, Benhamou CL, Lespessailles E. The role of muscle strength & activation patterns in patellofemoral pain. Clin Biomech (Bristol, Avon). 2013 May 8.

Abstract
BACKGROUND:
To investigate the extent to which quadriceps muscle activation and strength are responsible for patellofemoral pain.
METHODS:
A pain on-off switch system synchronized with a force transducer and surface electromyography was utilized on 32 volunteer patellofemoral pain patients during maximal isometric and squat exercises.
FINDINGS:
There were 26 patients out of the 32 tested who complained of pain during the squat or isometric test, of these 20 subjects presented a significant advantage for the vastus lateralis compared to the vastus medialis obliquis activation and 12 patients had decreased quadriceps strength of the symptomatic compared to the non symptomatic leg. All patients who demonstrated weak vastus medialis obliquis activation during the isometric exercise possessed the same symptoms during the squat. On the other hand, 9 patients who showed diminished vastus medialis obliquis activation during the squat displayed equal activation between the vastus medialis obliquis and the vastus lateralis during the isometric task. With regard to the timing for the onset of muscle activation, there were only 4 patients who had a difference (P=0.03) between the symptomatic (0.042s) and non-symptomatic legs (0.011s).
INTERPRETATION:
Causes for patellofemoral pain vary and are not necessarily a result of quadriceps strength deficit or vastus medialis obliquis activation weakness. Patellofemoral pain patients who possess lower vastus medialis obliquis activation compared to the vastus lateralis do not necessarily have quadriceps weakness while patients presenting with quadriceps strength deficits do not always have an imbalance between vastus medialis obliquis and vastus lateralis activation.
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