Samuele Passigli – Fisioterapista, OMT

 

dolore

 

Il ricordo di procedure mediche gradevoli può influenzare le decisioni del paziente, nonostante i ricordi siano imperfetti e suscettibili di bias. Il 20% delle donne che rifiutano la mammografia citano il dolore negli esami precedenti come unica ragione del rifiuto di ulteriori esami di screening. Il 10% dei soggetti che evitano di andare dal dentista descrivono l’esperienza sgradevole durante i trattamenti precedenti nel spiegare la loro riluttanza. Queste osservazioni indicano che anche un’esperienza dolorosa temporanea può avere un effetto duraturo nelle convinzioni dei pazienti.
La valutazione complessiva delle esperienze pregresse di dolore potrebbe essere determinata dalle caratteristiche di momenti particolari e non dalle caratteristiche dell’intero episodio. Infatti, la durata dell’episodio ha un effetto relativamente scarso nel ricordo del discomfort e nelle valutazioni successive, mentre la parte peggiore dell’esperienza (Peak Pain, ovvero l’intensità del dolore nel momento peggiore dell’episodio) e l’intensità del dolore prima della fine dell’episodio (End Pain, ovvero l’intensità del dolore nei momenti finali dell’episodio) hanno un impatto maggiore nell’impressione finale.
Un intervallo di minimo discomfort nei momenti finali della procedura potrebbe contribuire a far conservare ai pazienti una memoria complessiva più favorevole dell’esperienza.
L’implicazione pratica di questo concetto è che l’operatore dovrebbe adottare un atteggiamento più gentile e prudente e una procedura meno sgradevole nella fase finale di un trattamento doloroso. Questo atteggiamento non compromette l’efficacia della tecnica e potrebbe facilitare l’esecuzione della procedura nelle sedute successive.
 

Redelmeier DA, Kahneman D. Patients’ memories of painful medical treatments: real-time and retrospective evaluations of two minimally invasive procedures. Pain. 1996 Jul;66(1):3-8.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8857625

Redelmeier DA, Katz J, Kahneman D. Memories of colonoscopy: a randomized trial. Pain. 2003 Jul;104(1-2):187-94.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12855328

 

1 commento

  • Samuele Passigli Reply

    In sintesi, l’esperienza percepita dal paziente è relazionata all’intensità del dolore (peak pain) e al dolore percepito negli ultimi 3 minuti del trattamento (end pain); di conseguenza, la sessione di trattamento non dovrebbe essere terminata con procedure dolorose.Cosa ne pensate?

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