Emanuele Tortoli – Fisioterapista, SPT, CO

overjetLa malocclusione è caratterizzata da uno scorretto allineamento dei denti e/o da una chiusura errata delle arcate dentali. La classificazione più usata è quella di Angle. L’eziologia della malocclusione è importante per sviluppare un efficace trattamento, ma ad oggi non è stata del tutto compresa. Alcuni aspetti funzionali rappresenterebbero il punto di partenza per trattamenti manipolativi, ma non esistono evidenze tra lo sviluppo della malocclusione ed eventuali fattori di rischio (es. succhiarsi il pollice). Molti autori hanno definito la respirazione orale come un fattore contribuente alla malocclusione, evidenziando la relazione tra postura, respiro e bocca (Mew et al. 2004); la prognazia è infatti strettamente associata ad una respirazione orale. Analizzando la funzionalità della lingua sono nate diverse teorie che hanno permesso di sviluppare approcci terapeutici come la terapia miofunzionale (MFT). Una teoria è quella in cui la lingua si trova in un alterata posizione di riposo a causa della posizione aperta della bocca che porta poi alla deglutizione atipica. Da un punto di vista osteopatico, la dinamica cranio-facciale è di grande interesse come fattore eziologico in quanto vi è una buona possibilità di influenzarla nei primi anni di vita del bambino. Diversi autori hanno discusso gli effetti del processo di nascita sulla dinamica cranio-facciale e l’incidenza della malocclusione (Cattaneo et al. 2005). La posizione del mascellare e della mandibola sono date dall’equilibrio del tono muscolare del collo e il peso del cranio; questo equilibrio, controllato dalla tensione della dura madre intracranica è stato studiato (Sato et al. 2000) evidenziando una correlazione tra la flessione dello sfenoide e lo sviluppo di malocclusione in classe II di Angle. Altri autori collegano invece il vertical strain inferiore della sfenobasilare ad un aumento dell’overjet (James et al. 2005, 2006). I concetti per il trattamento della malocclusione sono costruiti su modelli eziologici che sono ben lontani dall’essere basati sull’evidenza. Lo scopo di questa revisione è colmare queste lacune, cercando di indagare l’efficacia di approcci terapeutici manipolativi. Cinque studi hanno comparato la MFT rispetto alla MFT associata ad un trattamento ortodontico, uno di questi (Benkert et al. 1997), il migliore da un punto di vista metodologico, mostrava un miglioramento nell’overbite e nell’overjet nel gruppo dei pazienti trattati esclusivamente con la terapia manuale senza l’uso dell’apparecchio ortodontico. Sono stati inclusi nella ricerca tre studi osteopatici, solo uno era un RCT (Bombardini et al. 2004). Pur presentando delle lacune da un punto di vista metodologico (non vi era omogeneità nel tipo di malocclusione in quanto non esistevano dei precisi criteri di inclusione), lo studio ha mostrato un miglioramento dei parametri studiati (overbite, overjet, forma del mascellare) nel gruppo che riceveva il trattamento. In conclusione vi è scarsa evidenza che la forma delle arcate dentarie e la relazione tra esse possa essere influenzata, in una certa misura, da approcci terapeutici manuali. In termini di efficacia dei vari approcci di trattamento, vista l’eterogeneità dei campioni, non è stato possibile valutare differenze statistiche. Per la MFT, alcuni case report e case series hanno suggerito una certa efficacia nel trattamento del morso aperto. Poche sono ad oggi le evidenze per attribuire all’osteopatia e ad altri approcci terapeutici manuali un efficacia positiva, negativa o nulla sulle malocclusioni. Tuttavia, visti alcuni risultati promettenti trovati in questa recensione vi è la necessità di svolgere ricerche di alta qualità per provare o confutare l’efficacia di tali approcci nel trattamento della malocclusione.

Thomas Andresen, Chris Bahr, Cristian Ciranna-Raab. Efficacy of osteopathy and other manual treatment approaches for malocclusion – A systematic review of evidence. International Journal of Osteopathic Medicine, Volume 16, Issue 2, June 2013, Pages 99-113

Abstract
Backgroundand objectives
The osteopathic literature often underlines the need for manual treatment of malocclusion. This literature review will investigate the efficacy of osteopathic and other manual treatment approaches for malocclusion.
Data sources
A systematic literature review was undertaken by searching medical and osteopathic databases (Pubmed, DIMDI, Osteopathic Research Digital Repository, Physiotherapy Evidence Database (PEDro), www.chiroindex.org, www.osteopathic-research.com). Other relevant osteopathic journals that are not indexed (e.g. Osteopathische Medizin, Osteopathic Medicine and Primary Care) were also searched. The keywords ‘dental occlusion’ and ‘malocclusion’ were combined with keywords for various manual treatment approaches.
Study selection and data extraction
As few hits were anticipated, the inclusion criteria were fairly wide and not too strict in terms of quality. Identified studies were categorized according to Sacketts’ levels of evidence, and assessed using Downs and Black’s quality checklist for healthcare interventions.
Results
Of 30 articles that met the inclusion criteria, 13 were experts’ opinions with hardly any evidence. As such, this review focused on the remaining 17 studies: 12 case series, three case–control studies, one systematic review of case–control studies, and one methodologically weak randomized controlled trial. Most of the studies in this review were of poor quality. By applying Downs and Black’s quality assessment tool problems with internal and external validity could be identified. Most of the studies had confounding or selection bias. Only three studies attained more than half of the maximum score on the Downs and Black’s quality assessment tool.
Conclusions
A few studies reported some changes in malocclusion associated with osteopathy and other manual treatment approaches. As such, there is a need for high-quality research in this area.

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