Samuele Passigli – Fisioterapista, OMT

 

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Il tasso di ritorno alla sport a 12 mesi dopo ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA) è relativamente basso, con un terzo dei pazienti non in grado di riprendere il livello prelesionale. I follow up a lungo termine indicano che solo il 44% dei pazienti ritorna alle competizioni. Recentemente è stato evidenziato come il ritorno a un’attività sportiva di alto livello dopo ricostruzione del LCA rappresenti il principale fattore di rischio per una lesione del LCA controlaterale. Un’alterazione della biomeccanica e del controllo neuromotorio, che interessa sia l’arto operato sia l’arto controlaterale, aumenta ulteriormente il rischio di una nuova lesione.
I test di salto sono comunemente utilizzati per valutare la funzionalità del ginocchio per determinare un ritorno in sicurezza allo sport. Sfortunatamente, i programmi di riabilitazione, in genere basati sul recupero dell’escursione articolare, sul rinforzo muscolare e su esercizi neuromuscolari, potrebbero non essere efficaci nel ridurre il rischio di una seconda lesione.
I feedback dati durante la riabilitazione sono generalmente diretti ai movimenti del corpo, ad esempio come “mantieni il ginocchio sopra le dita” durante l’esecuzione di uno squat. Questo tipo di focus attentivo è denominato “focus interno“. Uno studio recente ha evidenziato che il 95% dei fisioterapisti utilizza feedback che inducono a un focus interno. Di contro, un “focus esterno” è dato quando l’attenzione del paziente è diretta al risultato o all’effetto del movimento (ad esempio, “immagina di calciare un pallone” per facilitare l’estensione del ginocchio durante la deambulazione). Studi recenti e promettenti hanno evidenziato benefici maggiori nell’utilizzo di un focus esterno rispetto ad un focus interno.
L’obiettivo di questo studio è stato valutare l’effetto di un focus interno e di un focus esterno nell’esecuzione di un salto monopodalico e nella cinematica in pazienti dopo ricostruzione del LCA.
Sono stati inclusi nello studio 16 pazienti con età maggiore di 16 anni e operati da più di 4 mesi. I pazienti sono stati randomizzati in due gruppi: gruppo con focus interno (FI) e gruppo con focus esterno (FE). Come misure di outcome sono state utilizzate la distanza saltata e la cinematica del ginocchio sui piani sagittale e frontale. Dopo 5 minuti di riscaldamento, ai partecipanti è stato chiesto di saltare con una gamba il più lontano possibile, atterrando sulla stessa gamba. Ai pazienti allocati nel gruppo con FI è stata data l’istruzione “salta più lontano che puoi. Mentre stai saltando, voglio che pensi a estendere il ginocchio il più rapidamente possibile”; al gruppo FE “salta più lontano che puoi. Mentre stai saltando, voglio che pensi a spingerti il più possibile via dal pavimento”.
I risultati dello studio hanno mostrato una flessione di ginocchio significativamente minore nel gruppo FI rispetto al gruppo FE, sia per il ginocchio operato sia per il ginocchio controlaterale. Questa strategia adottata dal gruppo FI potrebbe aumentare il rischio di una nuova lesione del LCA. Il gruppo FE ha saltato con una distanza maggiore di 6-11 cm rispetto al gruppo FI, ma questa differenza non è stata statisticamente significativa.
I risultati supportano l’ipotesi che un focus esterno facilita la performance del salto confrontato con un focus interno.
 

Gokeler A, Benjaminse A, Welling W, Alferink M, Eppinga P, Otten B. The effects of attentional focus on jump performance and knee joint kinematics in patients after ACL reconstruction. Phys Ther Sport. 2015 May;16(2):114-20.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25443228

 

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