Samuele Passigli – Fisioterapista, MSc, OMT

 

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La tendinopatia achillea e rotulea sono le tendinopatie più frequenti dell’arto inferiore. Nonostante la presentazione clinica sia chiara, non è stato ancora definito un’opzione di trattamento ideale. L’obiettivo del trattamento conservativo è ridurre il dolore e migliorare la funzionalità, ma sono necessari ulteriori studi per identificare la strategia più efficace. Ad oggi, il training eccentrico proposto da Alfredson e Stanish rappresenta l’approccio conservativo più utilizzato, nonostante le evidenze di buona qualità siano scarse. Inoltre, il solo training eccentrico non è efficace per molti pazienti.
Un programma di esercizi con carichi elevati e lente ripetizioni (Heavy Slow Resistance, HSR) potrebbe essere raccomandato nella gestione delle tendinopatie dell’arto inferiore, sostituendo o associando quindi un carico concentrico-eccentrico all’esercizio eccentrico. In uno studio recente, il training HSR ha mostrato miglioramenti simili al training eccentrico nel dolore e nella funzionalità, ma con una soddisfazione dei pazienti significativamente migliore al follow-up a 6 mesi. Ma il programma HSR è efficace per tutti i pazienti e per tutte le differenti tendinopatie achillee e rotulee? Sembra che il programma HSR sia più efficace nei soggetti giovani e attivi. Inoltre, la ricerca ha mostrato come le differenti zone di tendinopatia achillea necessitino di protocolli di esercizio differenti. Ad esempio, un training eccentrico con la dorsiflessione di caviglia è efficace nei pazienti con una tendinopatia achillea della porzione media, ma un training eccentrico senza dorsiflessione ha effetti positivi nei pazienti con tendinopatia achillea inserzionale. Dato che il programma HSR è effettuato in tutta l’escursione di movimento della caviglia, potrebbe non essere un approccio efficace nei soggetto con tendinopatia inserzionale senza modificare l’escursione. Lo squat è un approccio di trattamento efficace quando la tendinopatia rotulea interessa il polo inferiore della rotula, ma nessuno studio ha indagato l’efficacia di questa strategia per le tendinopatie in altre zone del tendine.
Recentemente è stato raccomandato l’esercizio isometrico per ridurre il dolore tendineo quando il sintomo limita la capacità di eseguire esercizi isotonici.
Di conseguenza, la riabilitazione delle tendinopatie dell’arto inferiore continua a essere una sfida e il training eccentrico non rappresenta l’unica opzione di trattamento. Il carico isometrico, concentrico-eccentrico e eccentrico possono essere indicati in relazione a molti fattori come il dolore, la funzionalità, l’età del paziente, la zona di dolore, la disponibilità di attrezzature da palestra, etc.
Un aspetto poco indagato è l’importanza della catena cinetica. Ad esempio, uno scarso controllo lombo-pelvico potrebbe alterare la distribuzione dei carichi e aumentare il rischio di sviluppare una tendinopatia. Inoltre, la debolezza degli estensori di anca è stata associata alla tendinopatia rotulea. Anche la valutazione delle attività funzionali dovrebbe essere inclusa nella riabilitazione degli atleti, ma questo aspetto è raramente incluso nei programmi più diffusi.
In conclusione, è ora di abbandonare il rinforzo del tendine esclusivamente tramite l’esercizio eccentrico. La gestione delle tendinopatie dovrebbe essere basata sul carico progressivo dell’arto inferiore (catena cinetica), dell’unità muscolotendinea e del tendine stesso anche se, purtroppo, il protocollo ottimale di esercizi ancora non esista. Inoltre, ulteriori studi dovrebbero indagare l’efficacia di altre modalità di trattamento in associazione all’esercizio terapeutico.
 

Stasinopoulos D, Malliaras P. It is time to abandon the myth that eccentric training is best practice. Biology of Exercise. 2016;12(1)15-22
http://biologyofexercise.com/index.php/issues-archive/31-volume-12-1-2016/112-biology-of-exercise-12-1-15-22

 

1 commento

  • Pietro Tivelli Reply

    Ritengo che finché non si accertano le cause del problema difficilmente si potrà trovare la soluzione.

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