Deficit di forza e resistenza in flessione plantare nella tendinopatia achillea

La debolezza dei muscoli flessori plantari rappresenta un fattore modificabile importante nella tendinopatia achillea (AT), soprattutto negli atleti.

Le evidenze di livello 1 suggeriscono che i miglioramenti neuromuscolari, misurabili durante la riabilitazione, sono probabilmente i principali responsabili dei benefici clinici osservabili con i programmi di carico.

Dato che il soleo produce la forza maggiore nelle attività principalmente associate alla AT (come camminare e correre), che la corsa di resistenza è più associata alla AT rispetto agli sprint (la resistenza è correlata alla funzionalità del soleo) e che la zona di tendinopatia coinvolge in genere i fascicoli tendinei più associati con il soleo, è possibile ipotizzare che il soleo sia principalmente coinvolto in questo disturbo.

Comprendere il ruolo dei flessori plantari e quale sia il muscolo principalmente coinvolto nella AT potrebbe aiutare nella scelta delle strategie riabilitative.

L’obiettivo di questo studio, con metodologia osservazionale, è stato determinare il coinvolgimento dei muscoli flessori plantari nella AT, confrontando runner con e senza AT.

Sono stati inclusi nello studio 39 runner con diagnosi di AT e 38 runner sani. La forza e la resistenza dei muscoli flessori plantari è stata misurata con un dinamometro isocinetico con il ginocchio flesso a 80° e con il ginocchio in completa estensione. La posizione con ginocchio esteso permette di valutare la funzionalità di gastrocnemio e soleo, mentre la posizione con ginocchio flesso è svantaggiosa per il gastrocnemio, permettendo quindi di valutare in modo più specifico la produzione di forza del soleo.

I risultati dello studio hanno mostrato deficit importanti nella forza, statisticamente significativi e clinicamente rilevanti, nei soggetti con AT, confrontati con i soggetti sani, in entrambe le posizioni del ginocchio. Le differenze di forza tra l’arto sintomatico e l’arto controlaterale asintomatico sono state clinicamente irrilevanti e non statisticamente significative. La debolezza bilaterale nei soggetti con AT è simile a quella riscontrata nelle tendinopatie dell’arto superiore. Questo risultato potrebbe essere correlato a un coinvolgimento del sistema nervoso centrale, a una conseguenza del decondizionamento o a una debolezza preesistente.

Il soleo produce una forza simile indipendentemente dalla posizione del ginocchio, mentre il gastrocnemio produce una forza decisamente minore con il ginocchio in flessione. Se il gastrocnemio fosse stato responsabile del deficit di forza osservato in flessione plantare, la differenza nella forza in flessione plantare tra i soggetti con AT e i soggetti sani sarebbe stata minima con il ginocchio flesso e maggiore con il ginocchio esteso. Dato che questo non è stato osservato, è possibile considerare la capacità di generare forza del soleo principalmente coinvolta nella AT.

I dati sulla resistenza hanno mostrato una chiara differenza significativa e rilevante tra i soggetti con e senza AT.

La mancanza di differenza nella forza tra gli arti nei soggetti con AT indica che i clinici non dovrebbero utilizzare l’arto sano controlaterale come riferimento, ma dati normativi di riferimento per la forza da popolazioni rilevanti, come ad esempio runner in questo studio.

I dati hanno mostrato che i soggetti sani sono in grado di generare una forza eccentrica pari a circa due volte il peso corporeo. Di conseguenza, per recuperare questa capacità sono indispensabili carichi esterni molto elevati. È inoltre importante che l’esercizio terapeutico sia rivolto anche all’arto sano controlaterale, sia per la presenza di una debolezza bilaterale sia per l’elevato rischio che l’arto asintomatico diventi sintomatico in futuro.

Rilevanza clinica

  1. Sono presenti importanti differenze nella forza e nella resistenza in flessione plantare tra runner con e senza tendinopatia achillea.
  2. I deficit di forza sono probabilmente più correlati al soleo rispetto al gastrocnemio.
  3. I runner sani generano una forza eccentrica in flessione plantare pari a circa due volte il peso corporeo. Nella riabilitazione dei soggetti con tendinopatia achillea, è possibile recuperare questa capacità esclusivamente utilizzando elevati carichi esterni.
  4. Nei soggetti con tendinopatia achillea, i deficit di forza sono bilaterali. Non è quindi possibile utilizzare l’arto sano controlaterale come riferimento. È necessario utilizzare, per monitorare i progressi della riabilitazione, dati normativi di riferimento per specifiche popolazioni.

O’Neill S, Barry S, Watson P. Plantarflexor strength and endurance deficits associated with mid-portion Achilles tendinopathy: The role of soleus. Physical Therapy in Sports (2019)
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1466853X18305017

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