Criosix

Il trattamento delle patologie in ambito sportivo ed ortopedico da sempre si è avvalso dell’ausilio di terapie fisiche strumentali, fondamentali per determinare quelle reazioni biochimiche tissutali necessarie a velocizzare il processo di guarigione.
L’ultrasuonoterapia è una delle terapie fisiche che quotidianamente accompagnano il lavoro di molti di noi fisioterapisti, fin dalla metà del ventesimo secolo infatti la terapia ad ultrasuoni è stata utilizzata a scopo terapeutico in ortopedia.
Come per ogni altro elettromedicale, per sfruttare al meglio le potenzialità dell’apparecchio, è necessario conoscere esattamente quali sono gli effetti che questo produce sull’organismo a cui è applicato.
Sappiamo già che gli ultrasuoni sono onde acustiche con frequenza superiore ai 20 KHZ, generate da una polarizzazione alternata che sfrutta le proprietà piezoelettriche del quarzo che comprimendosi ed espandendosi, produce vibrazioni meccaniche che provocano gli ultrasuoni; ma quali sono gli effetti biologici sul corpo?
Essenzialmente due: meccanico e termico.
Se consideriamo l’effetto meccanico il principale motore dell’azione riabilitativa, quello cioè che produce il movimento molecolare dei tessuti, inducendo variazioni di pressione che permettono di agire sulle fibre collagene e sui liquidi intracellulari, potremmo pensare all’effetto termico come una risposta secondaria, o “collaterale” dovuta all’attrito dello spostamento molecolare a diverse frequenze, che genera l’eccitazione degli atomi e quindi un’azione termogenica.
L’effetto termico talvolta si rivela utile nella gestione di talune patologie, soprattutto a livello di lesioni muscolari sub-acute o croniche, ma spesso risulta un’ostacolo nel trattamento di patologie in fase acuta o a carico di tessuti connettivali o giunzioni osteotendinee.

Il Crioultrasuono Criosix, commercializzato da Sixtus Italia, è un innovativo dispositivo che permette di abbinare alla classica terapia ad ultrasuoni, una terapia criogenetica, in linea con le ultime tendenze in riabilitazione che hanno visto un prepotente ritorno dei principi legati alla terapia del freddo.
Criosix ha due testine da 1 MHZ e 3 MHZ che possono erogare ultrasuoni in modalità continua, pulsata o intermittente, con la particolarità che possono essere raffreddate fino ad una temperatura di 8 gradi sotto lo zero.
In questo modo, si può sfruttare al meglio l’effetto meccanico degli ultrasuoni, anche in patologie in fase acuta, aggiungendo una crioterapia cellulare che comporta non solo effetto antalgico e antiinfiammatorio, ma anche reazioni vasomotorie di costrizione e dilatazione.
L’utilizzo della terapia criogenica abbinata agli ultrasuoni permette di espandere il campo di trattamento anche sulla patologia acuta, su strutture connettivali e giunzioni osteotendinee, nonché di rendere la terapia ad ultrasuoni più tollerabile al paziente, con riduzione dei tempi di recupero ed miglioramento immediato della dolorabilità soggettiva del paziente.

Dr. Ft. Simone Martin