Come i runner percepiscono e gestiscono gli infortuni

La corsa ha grandi effetti sulla salute fisica e mentale dell’individuo, ma come ogni sport può portare a sviluppare infortuni. Tra le strategie preventive, la modifica di alcuni dei fattori di rischio principali (forza, stabilità, carichi di lavoro) può essere utile a ridurre il rischio di infortuni. È importante far comprendere agli atleti che alcune misure preventive necessitino di un cambiamento o una modifica di alcuni comportamenti. L’obiettivo dello studio è stato analizzare le opinioni dei runner amatoriali riguardo la cura, la gestione e la prevenzione degli infortuni.

Correre troppo, troppo velocemente o troppo a lungo erano aspetti riconosciuti dai partecipanti come elementi che potevano portare ad una sindrome da sovraccarico. La possibilità di correre “solo con un piccolo dolore” non veniva considerato un infortunio. Gli atleti provvedevano autonomamente a ridurre le distanze di corsa, la velocità, la frequenza o la durata degli allenamenti in base alle gare in programma, agli allenamenti e alle loro preferenze.

Quando il dolore non migliorava o non permetteva più di allenarsi al livello desiderato i runner si sentivano infortunati

Due erano gli approcci principali per affrontare l’infortunio. Inizialmente, il riposo assoluto e l’evitare attività di corsa. Alcuni partecipanti riprendevano la corsa dopo questo periodo di riposo anche se avevano ancora un po’ di dolore. Si limitavano a regolare il numero di uscite, la durata e l’intensità degli allenamenti quando avevano dolore, prevalentemente attraverso strategie passive, attraverso consigli dell’allenatore o di altri runner, alla propria esperienza o a informazioni sul web. Non tutti i partecipanti cercavano l’assistenza di un professionista sanitario per gestire il loro infortunio.

Il percorso dell’infortunio sperimentato dai runner amatoriali

Sappiamo che il processo di sovraccarico può essere causa di infortuni, per voler fare troppo, troppo velocemente e per troppo tempo senza un adeguato riposo. Le ragioni possono essere date anche dall’eccessiva motivazione a raggiungere determinati obiettivi e dalla voglia di correre. Anche una capacità di carico inizialmente insufficiente o ridotta può portare ad un sovraccarico. Per molti sport, compresa la corsa, una quantità di sonno insufficiente e alcuni fattori psicologici sono stati collegati a uno scarso recupero e a un aumento del rischio d’infortunio. Tuttavia, questi fattori non vengono considerati assolutamente dai runner amatoriali come potenziali aspetti che contribuiscono al sovraccarico.

Questo studio fornisce una panoramica su come i runner amatoriali percepiscono e affrontano gli infortuni legati alla corsa.

Gli unici aspetti attivi considerati dai runner intervistati erano acquistare regolarmente scarpe nuove, seguire un programma di allenamento personalizzato o eseguire esercizi di stretching e per il core

Sfortunatamente le evidenze scientifiche a supporto della reale utilità di tali strategie sono poche. Il runner amatoriale è abituato a gestire autonomamente questi aspetti a differenza del runner professionista che lavora insieme all’allenatore e allo staff sanitario. Il problema sembra essere dato dal fatto che i comportamenti sono influenzati esclusivamente da precedenti esperienze e conoscenze acquisite da altri runner. Conoscere cosa pensano i runner riguardo la prevenzione degli infortuni e i canali da cui ricavano tali informazioni potrebbe essere utile ad implementare gli interventi preventivi e la qualità delle informazioni.

Verhagen E, Warsen M, Silveira Bolling C. ‘I JUST WANT TO RUN’: how recreational runners perceive and deal with injuries. BMJ Open Sport Exerc Med. 2021 Sep 27;7(3):e001117.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34631146/

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