Samuele Passigli – Fisioterapista, OMT

 

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Gli esercizi di rinforzo per i muscoli grande gluteo (Gmax) e gluteo medio (Gmed) sono utilizzati nel trattamento della sindrome dolorosa femororotulea, della sindrome della bandelletta ileotibiale, delle protesi di anca e ginocchio, della ricostruzione del legamento crociato anteriore e della instabilità cronica di caviglia. L’utilizzo di una resistenza elastica è molto diffuso per il basso costo, semplicità, versatilità; è inoltre ideale per svolgere gli esercizi terapeutici a domicilio.
L’obiettivo di questo studio è stato quantificare tramite elettromiografia (EMG) i livelli di attivazione del Gmax e del Gmed, sia nell’arto in movimento sia nell’arto in appoggio, in soggetti sani e attivi durante l’esecuzione di 4 esercizi in stazione eretta comunemente utilizzati per il rinforzo dei muscoli dell’anca con resistenza elastica (Theraband tubolare con diametro di 11 mm): front-pull e back-pull sul piano sagittale, cross-over e reverse-crossover sul piano frontale. Durante l’esecuzione di questi esercizi, Gmax e Gmed nell’arto in appoggio devono stabilizzare la pelvi per limitare i movimenti di compenso nei piani trasverso e frontale.
L’attivazione del Gmax è stata maggiore nell’arto in movimento rispetto all’arto in appoggio durante il back-pull. Nell’arto in movimento, l’attivazione del Gmax è stata maggiore nel back-pull rispetto agli altri esercizi. Nell’arto in appoggio, l’attivazione del Gmax è stata maggiore nel reverse cross-over e enl front-pull rispetto al cross-over. Nessun esercizi ha superato la soglia del 50% della massima contrazione volontaria isometrica (MVIC).
L’attivazione del Gmed è stata maggiore nell’arto in appoggio rispetto all’arto in movimento nel front-pull. Nell’arto in movimento e nell’arto in appoggio, l’attivazione del Gmed è stata maggiore nel reverse cross-over rispetto agli altri esercizi, superando la soglia del 50% MVIC nell’arto in movimento (52.9% MVIC) e raggiungendo tale soglia nell’arto in appoggio.
Nel presente studio, l’attivazione del Gmax è stata inferiore nei 4 esercizi al 50% MVIC, soglia considerata necessaria per determinare un rinforzo muscolare. Di conseguenza, se l’obiettivo è rinforzare il Gmax, potrebbe essere necessario utilizzare resistenze maggiori. Le resistenze utilizzate in questo studio potrebbero invece essere utilizzate, nei soggetti allenati, per aumentare l’endurance e migliorare il controllo motorio. L’attivazione del Gmed ha raggiunto la soglia del 50% MVIC, raccomandata per il rinforzo muscolare, sia nell’arto in movimento sia nell’arto in appoggio, durante l’esecuzione dell’esercizio reverse cross-over.
Da un punto di vista clinico, non è quindi presente un beneficio terapeutico nell’attivare selettivamente questi muscoli nell’arto in appoggio utilizzando una resistenza elastica nell’arto in movimento.
 

Youdas JW, Adams KE, Bertucci JE, Brooks KJ, Nelson MM, Hollman JH. Muscle activation levels of the gluteus maximus and medius during standing hip-joint-strengthening exercises using elastic-tubing resistance. J Sport Rehabil. 2014 Feb;23(1):1-11.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24451597

 


 

1 commento

  • Samuele Passigli Reply

    Nello studio citato, l’attivazione del Gmax è stata maggiore nell’arto in movimento durante l’esecuzione dei 4 esercizi indagati. Ovviamente, l’attivazione è stata maggiore nel back-pull. Per quanto riguarda invece il Gmed, l’attivazione è stata maggiore nell’arto in appoggio.
    Io non utilizzo gli esercizi proposti se l’obiettivo è il rinforzo muscolare dei muscoli posterolaterali di anca: difficile eseguire gli esercizio correttamente (ovvero senza compensi) nelle prime fasi di un percorso riabilitativo; clinicamente irrilevanti nelle fasi conclusive o nel soggetto sano (per la scarsa resistenza offerta dall’elastico).
    Invece, se l’obiettivo è l’aumento della resistenza o un miglioramento del controllo motorio, gli esercizi possono essere utili. Anche in questo caso però è necessario controllare i compensi a livello di tronco e pelvi. Inoltre, dato che l’obiettivo è migliorare il controllo motorio dell’arto in appoggio, questi esercizi potrebbero essere impossibili da eseguire nelle prime fasi post-traumatiche o post-chirurgiche, dove il paziente potrebbe non essere in grado di trasferire l’intero carico su l’arto interessato.

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