Affidabilità dei test di salto monopodalici in avanti, medialmente e con rotazione

I test di salto monopodalici sono frequentemente utilizzati per valutare il livello funzionale di un atleta, per individuare un’asimmetria tra gli arti inferiori e per monitorare i progressi. Sono semplici da somministrare, non necessitano di attrezzature particolari e richiedono poco tempo.

La batteria di test descritta da Noyes et al. (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1962720) prevede 4 test di salto monopodalici: single hop for distance (SH), triple hop for distance (TH), crossover hop for distance e 6 m timed hop. La principale limitazione di questa batteria è che i test consistono principalmente di movimenti in avanti, ma gli atleti si muovono in direzioni multiple negli sport che prevedono cambi di direzione. Concentrare l’attenzione esclusivamente nei salti in avanti potrebbe limitare la capacità di individuare delle limitazioni funzionali o di performance.

L’obiettivo principale di questo studio è stato valutare l’affidabilità test-retest dei test di salto monopodalici in avanti, in direzione mediale e con rotazione. Obiettivo secondario è stato indagare la capacità di individuare un’asimmetria negli arti inferiori dei test mediali e in rotazione, confrontati con i test in avanti nei soggetti con ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA).

Dopo un riscaldamento, i partecipanti hanno eseguito i seguenti test: SH, TH, medial side triple hop for distance (MSTH) e 90° medial rotation hop for distance (MRH). I test SH e TH sono stati eseguiti come descritti in precedenza in letteratura.

Medial side triple hop for distance

Il soggetto è in appoggio monopodalico sull’arto da testare, con l’aspetto mediale del piede perpendicolare alla direzione del salto. Sono effettuati 3 salti consecutivi sulla stessa gamba, atterrando il più lontano possibile in direzione mediale. Il piede deve rimanere perpendicolare alla direzione del salto. La distanza totale dei 3 salti consecutivi è misurata dall’aspetto mediale del piede alla partenza fino all’aspetto mediale del piede all’arrivo.

Medial rotation hop for distance

Il soggetto è in appoggio monopodalico sull’arto da testare, con l’aspetto mediale del piede perpendicolare alla direzione del salto. È effettuato un salto monopodalico sul piano trasverso, One single-leg jump was per- formed in the transversal plane, ruotando di 90° in direzione mediale durante la fase di volo. All’atterraggio, il piede deve essere posizionato perpendicolarmente rispetto alla posizione di partenza. La distanza del salto è misurata dall’aspetto mediale del piede alla partenza fino alle dita all’atterraggio.

Il risultato principale dello studio è stato che i test in direzione mediale e in rotazione hanno un’affidabilità eccellente, simile ai test di salto in avanti. Inoltre, le asimmetrie tra gli arti sono più facilmente individuate con i test in direzione mediale e in rotazione, rispetto ai test di salto in avanti. Un miglioramento di circa il 10% della distanza saltata rappresenta un cambiamento reale nella performance.

I risultati dello studio hanno mostrato che l’asimmetria può essere dipendente dei test eseguiti. Nei soggetti sani, il 94% ha superato il cut-off di ≤10% nell’indice assoluto di simmetria tra gli arti nei test SH e TH, ma solo il 69% ha passato lo stesso cut-off nei test MSTH e MRH. Se utilizzato come valore di cut-off il ≤5%, il 62.5% lo ha superato nel SH, il 68.8% nel TH, ma solo il 43.8% nel MSTH e il 50% nel MRH. Questi risultati indicano che un certo livello di asimmetria può essere considerata normale negli atleti sani, ma anche che l’asimmetria può essere evidenziata in modo maggiore quando gli atleti eseguono i test di salto in direzione mediale e in rotazione, rispetto ai test di salto in avanti. Nei soggetti operati di ricostruzione del LCA può essere osservata una tendenza simile. Questo aspetto ha delle implicazioni cliniche molto importanti, dato che un cut-off di ≥90% nell’indice di simmetria per i test SH e TH è in genere utilizzato nel processo di decisione della ripresa delle attività sportive. Se il clinico utilizzasse i test di salto monopodalici in direzione mediale e in rotazione, invece dei test di salto in avanti, un gruppo molto più ampio di pazienti fallirebbe il passaggio alla fase riabilitativa successiva.

Fisioterapisti e preparatori atleti dovrebbero quindi inserire, nelle batterie di test utilizzati per monitorare il recupero e la performance, anche i test di salto in direzione mediale e in rotazione. Una limitazione dei test descritti è che sono pianificati, prevedibili e eseguiti in un ambiente “protetto” con pochi stimoli neurocognitivi. Gli atleti, quando eseguono i movimenti nel setting sportivo, devono essere multitask, con movimenti rapidi e imprevedibili, con numerosi stimoli ambientali e spesso in condizioni di fatica.

Dingenen B, Truijen J, Bellemans J, Gokeler A. Test-retest reliability and discriminative ability of forward, medial and rotational single-leg hop tests. Knee. 2019 Aug 17.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31431339

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