L’equilibrio, utilizzando una vecchia definizione, è la capacità di mantenere il baricentro all’interno della base di appoggio; altre definizioni, improntate sulla fisica, lo definiscono come lo stato di un corpo che si verifica quando le risultanti delle forze applicate e dei loro momenti sono nulle.

Tale funzione è determinata da integrazioni di moltissime afferenze che coinvolgono i recettori visivi, tattili, della propriocezione, nonché l’apparato vestibolare localizzato nell’orecchio interno.

Tutte queste integrazioni vanno incontro ad una sorta di degenerazione con l’invecchiare predisponendo così il paziente geriatrico ad un rischio più elevato di cadute.

Oggi la caduta nell’anziano è vista, sempre più, come una severa sindrome geriatrica con conseguenze mediche funzionali e sociali tanto più se si tiene conto dello spessore del segmento di età di cui stiamo parlando.

Vari studi dimostrano che il 30% degli over 65 cadono almeno una volta in un anno e l’incidenza aumenta se si tratta di persone sopra i 75 anni.
Fatto queste premesse, e tenuto presente che in Italia il numero degli ultrasessantacinquenni è di circa 14 milioni appare quindi necessario avere degli strumenti che permettono di stimare il rischio di cadute nelle persone anziane.
Tale necessità è ancora più evidente in tutte quelle persone che risiedono in strutture come per esempio le RSA, poiché proprio per il fatto di risiedere in strutture di questo genere sarà molto più probabile che abbiano una condizione pluri-patologica e conseguente terapia farmacologia “importante” che come è noto sono due fattori che predispongono alle cadute.

Nella letteratura internazionale esistono molte scale che permettono di valutare la funzione equilibrio e quindi di capire se una persona è o meno a rischio di cadute; come per esempio la Morse Fall Scale, la Scala di Conley, la Stratify oppure il TUT (Time up and go Test) la Scala di Berg e la Scala Tinetti.
Le prime tre sono state scartate poiché sono scale basate principalmente su questionari e non su una diretta valutazione (tramite osservazione diretta) della funzione equilibrio.

Il TUT, pur essendo una scala che si basa sull’osservazione diretta della funzione equilibrio, in realtà valuta principalmente il tempo di esecuzione di un unico Item e perciò è sembrato un po’ troppo “limitato” come indicatore anche se molto economico da un punto di vista temporale; inoltre recenti studi basati su campioni molto ampi svolti nell’Università di Troms, mostrano una scarsa associazione fra il test ed il rischio di cadute.
Gli altri due strumenti, anche se meno economici da un punto di vista temporale, si basano sull’osservazione diretta di vari item che indagano la funzione equilibrio e quindi risultano molto più idonei dei precedenti.

Lo scopo di questo studio è quindi quello di valutare i livelli di sensibilità, specificità e predittività delle due scale, Berg e Tinetti per scegliere quale utilizzare routinariamente in struttura per tentare di prevedere il rischio di caduta dei pazienti ricoverati e poter applicar protocolli di prevenzione di due di questi strumenti in pazienti geriatrici residenti in RSA.

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Dott. FT Simone Molinelli, Maggio 2007
Simone Molinelli si è diplomato ISEF a pieni voti a Firenze nel 2001 con una tesi riguardante l“Anatomia funzionale e le patologie più frequenti della spalla”; si è laureato a pieni voti nel 2004 in FISIOTERAPIA alla Facoltà di Medicina e Chirurgia discutendo una tesi riguardante la “Coordinazione caviglie ginocchio durante il cammino su treadmill – Dati Normativi”. Si è iscritto nel 2006 al Corso di Laurea Specialistica in Scienze delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione di durata due anni.
E’ Coordinatore Responsabile delle Attività Fisioterapiche presso due Strutture Sanitarie Assistenziali e si occupa principalmente della riabilitazione di pazienti geriatrici. E’ iscritto all’AIFI ed alla lista FSF.
Per eventuali, contatti  è possibile utilizzare il seguente indirizzo e-mail: simone.molinelli@tin.it

L’Autore ringrazia la Dott.ssa Paola Arcelli la Dott.ssa Elisabetta Losi, la Dott.ssa Anna Manzo, il Dott. Luca Sampaoli per la preziosa collaborazione durante la composizione di questo articolo.

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