Diego Ristori, Fisioterapista – OMT – DO

ULNTGli autori, nella loro commentary review, si sono interrogati sulla validità degli ULNT nel discriminare il dolore neuropatico periferico (PNP, peripheral neurophatic pain – dolore provocato da una lesione o un disordine che affligge la componente somatosensitiva del sistema nervoso periferico). A tal scopo hanno provato a rispondere a quattro quesiti.
1. Gli ULNT sono test plausibili?
Gli studi analizzati mostrano che gli ULNT sono strumenti plausibili per discriminare il PNP, visto che lo stiramento e la compressione da loro prodotti hanno un effetto meccanico sul tessuto neurale. L’utilizzo della manovra di differenziazione strutturale aiuta a confermare la natura neurale delle risposte registrate. Gli autori ricordano però che la plausibilità è il livello più basso nella scala della misura della validità di un test.
2. Quali sono i criteri per definire positivo un ULNT?
Per quel che concerne le risposte sensoriali, l’ULNT deve riprodurre almeno in parte i sintomi familiari del paziente. L’insorgenza della resistenza al movimento e le limitazioni del ROM (o cut-off di limitazione) non sono dati così sensibili per discriminare i soggetti sani da quelli affetti da PNP, ne tantomeno per determinare la positività del test.
3. I clinici possono trarre decisioni affidabili grazie ad un ULNT positivo?
Gli autori affermano che la maggior parte degli studi presenti in letteratura non indaga l’accordo inter-operatore circa la positività degli ULNT.
4. Gli ULNT sono accurati nel discriminare il PNP dal punto di vista clinico (concurrent validity)?
Gli autori, in questo caso, hanno preso in rassegna gli studi che hanno analizzato tale aspetto, in tre diverse patologie. Per quanto concerne la radicolopatia cervicale l’ULNT 1 (non l’ULNT 2b), in combinazione con altri test, è utile per confermare la presenza di radicolopatia cervicale. Per quanto riguarda la sindrome del tunnel carpale, l’aggiunta di ULNT1 e ULNT2b ad altri test non aumenta l’accuratezza diagnostica. Tuttavia, gli autori puntualizzano alcuni aspetti metodologici per gli studi che hanno analizzato queste due patologie che, a loro avviso, ne rendono controversi i risultati. Sottolineano infatti come sia stata usata l’EMG come reference standard e l’utilizzo di criteri di positività per gli ULNT non universalmente riconosciuti. Per quanto concerne la sindrome del tunnel cubitale, gli autori hanno citato un solo case study che conferma l’utilità dell’ULNT nella diagnosi.
Concludendo, gli autori concordano sulla necessità di individuare un Gold Standard per il PNP; senza di esso è difficile determinare la validità dei test diagnostici. Propongono pertanto la combinazione di RMN, neurografia e US come batteria di riferimento per il PNP.

Nee RJ, Jull GA, Vicenzino B, Coppieters MW. The validity of upper-limb neurodynamic tests for detecting peripheral neuropathic pain. J Orthop Sports Phys Ther. 2012 May;42(5):413-24.

Abstract
SYNOPSIS: The validity of upper-limb neurodynamic tests (ULNTs) for detecting peripheral neuropathic pain (PNP) was assessed by reviewing the evidence on plausibility, the definition of a positive test, reliability, and concurrent validity. Evidence was identified by a structured search for peer-reviewed articles published in English before May 2011. The quality of concurrent validity studies was assessed with the Quality Assessment of Diagnostic Accuracy Studies tool, where appropriate. Biomechanical and experimental pain data support the plausibility of ULNTs. Evidence suggests that a positive ULNT should at least partially reproduce the patient’s symptoms and that structural differentiation should change these symptoms. Data indicate that this definition of a positive ULNT is reliable when used clinically. Limited evidence suggests that the median nerve test, but not the radial nerve test, helps determine whether a patient has cervical radiculopathy. The median nerve test does not help diagnose carpal tunnel syndrome. These findings should be interpreted cautiously, because diagnostic accuracy might have been distorted by the investigators’ definitions of a positive ULNT. Furthermore, patients with PNP who presented with increased nerve mechanosensitivity rather than conduction loss might have been incorrectly classified by electrophysiological reference standards as not having PNP. The only evidence for concurrent validity of the ulnar nerve test was a case study on cubital tunnel syndrome. We recommend that researchers develop more comprehensive reference standards for PNP to accurately assess the concurrent validity of ULNTs and continue investigating the predictive validity of ULNTs for prognosis or treatment response.

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