Samuele Passigli – Fisioterapista, OMT

 

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Le distorsioni di caviglia rappresentano circa un quarto dei traumi da sport, con un impatto individuale, economico e sociale che non può essere ignorato. Le evidenze mostrano come esista un rischio molto elevato per una seconda distorsione nel primo anno dopo il trauma. Le distorsioni ricorrenti possono causare un impingement anteriore di caviglia, una patologia dei tendini dei peronei, un’instabilità cronica e artrosi. Di conseguenza, le misure preventive secondarie potrebbero avere un impatto significativo sullo stato di salute e sul livello di attività fisica.
Una recente revisione sistematica ha evidenziato che i tutori e il training neuromuscolare sono efficaci per la prevenzione secondaria delle distorsioni di caviglia, riducendo il rischio di circa il 50%, ma non è chiaro quale delle due strategie sia più efficace. Anche le linee guida non sono chiare a riguardo.
L’obiettivo di questo studio è stato valutare l’efficacia del tutore associato al training neuromuscolare, del tutore e del training muscolare nella prevenzione secondaria della distorsione laterale di caviglia negli atleti, con un follow-up a 12 mesi.
I 384 soggetti inclusi sono stati randomizzati in 3 gruppi: 1) gruppo training neuromuscolare (esercizi a domicilio per 8 settimane, a difficoltà e carico crescente, con tavolette instabili); 2) gruppo tutore (tutore semirigido Aircast A60 da indossare durante tutte le attività sportive fino al follow-up a 12 mesi); 3) gruppo training muscolare e tutore.
La misura primaria di outcome è stata l’incidenza delle distorsioni di caviglia. Le misure secondarie sono state la gravità delle distorsioni e i costi sostenuti per il recupero.
I risultati dello studio hanno mostrato che il rischio di una nuova distorsione di caviglia è stato significativamente inferiore (47%) nel gruppo tutore rispetto al gruppo training neuromuscolare. Non sono state evidenziate differenze tra i gruppi per la gravità delle recidive e i costi.
Sono auspicabili studi ulteriore per valutare l’efficacia del tutore e del training neuromuscolare in outcome soggettivi, come il dolore e l’instabilità.
 

Janssen KW, van Mechelen W, Verhagen EA. Bracing superior to neuromuscular training for the prevention of self reported recurrent ankle sprains: a three-arm randomised controlled trial. Br J Sports Med. 2014 Aug;48(16):1235-9.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24398222

 

2 commenti

  • Matteo Corno Fisio Reply

    Articolo sicuramente molto interessante. Vorrei puntualizzare che il gruppo brace prosegue l’utilizzo del tutore per tutta la durata del f-up (di 12 mesi) mentre per il gruppo combo il tutore è utilizzato per 8 settimane. sembra scontato che bloccare la caviglia possa risolvere meglio il problema delle recidive. sarebbe interessante in futuro indagare tra gli outcome anche l’instabilità funzionale dopo i 12 mesi di f-up considerati, magari anche in attività semplici, con e senza l’uso di tutore.

    • Samuele Passigli Reply

      Ciao Matteo, grazie per il feedback. In effetti, come sottolineano gli stessi autori, sono auspicabili studi ulteriori per valutare l’efficacia del tutore e del training neuromuscolare in outcome soggettivi, come il dolore e l’instabilità. Inoltre, nel disegno originale dello studio, era previsto un quarto braccio, ovvero un gruppo di controllo senza trattamento, ma successivamente non inserito in quanto non ritenuto etico dal comitato etico. Chissà…

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