traumacranico

Il trauma cranico oggetto di questa linea guida per il trattamento è fra le più importanti patologie traumatiche. Ogni anno 250 pazienti ogni 100.000 abitanti vengono ricoverati in Italia per trauma cranico. La mortalità è di circa 17 casi per 100.000 abitanti per anno. L’Italia si trova in piena “media” Europea considerando l’incidenza media in Europa di 232 casi per 100.000 abitanti ed una mortalità di 15 casi per 100.000 abitanti. Le caratteristiche del trauma cranico (oltre all’impatto nosologico) rendono particolarmente importante la realizzazione di una linea guida sul trattamento basata sulle prove disponibili. La tempestività e la correttezza del soccorso immediato del traumatizzato cranico e la sua corretta gestione “nella comunità” possono avere importanti ripercussioni sull’esito a breve, medio e lungo termine.
In questi casi, i rischi di perdita di tempo e di inappropriatezza dell’assistenza devono essere ridotti al minimo.
A complicare la situazione agiscono, spesso, la distanza, l’attitudine del personale medico e paramedico ed il grado di conoscenza delle problematiche connesse alla gestione del politraumatizzato e del traumatizzato cranico in particolare.
Inoltre in sede di Pronto Soccorso un Triage medico ben fatto può molto spesso identificare i casi meritori di osservazione, consentendo a coloro che non ne hanno bisogno un rapido ritorno a casa.
La “catena” del trattamento del paziente con trauma cranico è infatti estremamente complessa e va dall’assistenza nel luogo dell’incidente, al trasporto all’Ospedale appropriato, al primo trattamento nell’Ospedale “periferico”, alla diagnostica specialistica, al trattamento in fase acuta, alla riabilitazione precoce e tardiva. La “debolezza” fino alla “rottura” anche di un solo anello in questa catena è in grado di alterare irrimediabilmente il risultato finale. Le linee guida esistenti per il trauma grave sono quelle nordamericane, quelle europee, e quelle italiane pubblicate congiuntamente dalla Società Italiana di Neurochirurgia e dalla Società Italiana di Anestesia e Rianimazione. Purtroppo solo quelle Italiane (e solo in parte) contengono indicazioni pratiche sulla scelta dell’Ospedale di invio dal luogo dell’incidente e sul percorso iniziale del paziente. Inoltre l’introduzione della telemedicina ha consentito di cambiare radicalmente i rapporti fra ospedale non Specialistico ed Ospedale Neurochirurgico.
Per quanto concerne poi il trauma minore, dopo la pubblicazione delle linee guida della Società Italiana di Neurochirurgia nel 19968 molte cose sono cambiate, in particolare per l’aumento notevolissimo delle risorse diagnostiche disponibili (TC) è cambiato radicalmente lo scenario delle indicazioni all’esecuzione alla TC, cosi come riportato da una recente revisione sistematica (www.nice.org.uk).
È per questi motivi che abbiamo inteso preparare una linea guida per gli operatori sanitari coinvolti nel management del trauma cranico ed è per questo che presentiamo un testo (speriamo) eminentemente pratico con tre algoritmi clinico operativi.
Tuttora la Glasgow Coma Scale rimane “l’unica” scala di classificazione della gravità clinica del paziente con trauma cranico universalmente accettata.
Infatti tale scala ha un rapporto lineare con la mortalità e gli esiti del trauma, consente una prognosi precoce sin dal luogo dello incidente, pur con i limiti della precoce sedazione sul luogo del trauma.
Inoltre consente una stratificazione dei pazienti con diversi fattori di rischio, classificazione che abbiamo usato nel produrre questa linea guida.
Il Trauma cranico lieve dell’adulto viene definito come qualsiasi evento traumatico che interessa il distretto cranioencefalico in soggetti di età maggiore di 14 anni con punteggio Glasgow Coma Scale (GCS): 15 e 14.
Inizialmente erano stati inseriti in questa categoria anche i pazienti con GCS13 all’ingresso, pazienti che ora per consenso unanime sono stati spostati nella categoria dei pazienti con traumi moderati. Circa l’80% dei pazienti ricoverati per trauma cranico appartengono a questa categoria. La mortalità varia dall’1 al 4%, ma in questi pazienti una diagnosi tempestiva previene e minimizza un deterioramento clinico.
Il Trauma cranico moderato dell’adulto viene definito come qualsiasi evento traumatico che interessa il distretto cranio-encefalico in soggetti di età maggiore di 14 anni con punteggio Glasgow Coma Scale (GCS) da 13 a 9. Questa categoria rappresenta circa il 10% dei pazienti ricoverati e presenta una mortalità dal 10% al 23%, a seconda delle varie casistiche.
Il Trauma cranico grave dell’adulto viene definito come qualsiasi evento traumatico che interessa il distretto cranioencefalico in soggetti di età maggiore di 14 anni con punteggio Glasgow Coma Scale (GCS) uguale a o minore di 8.
Questi sono i pazienti giunti in Ospedale in coma e rappresentano circa il 10% dei ricoveri. La mortalità, nelle recenti casistiche europee, varia dal 20%, in casi selezionati, al 30-40%18.

Link: http://www.snlg-iss.it/cms/files/ASSR_Trauma_cranico.pdf

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