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La chirurgia e la riabilitazione della mano stanno seguendo in questi decenni un percorso parallelo tra loro ed innovativo rispetto agli altri campi della medicina: l’aumentata domanda bio-psico-sociale della qualità della vita ha richiesto alla medicina riabilitativa di affrontare non solo più la gestione e gli esiti dei grossi traumi della mano ma anche una risposta efficace nei confronti delle patologie degenerative.
Questi quadri clinici, che un tempo erano definiti come propri dell’età più avanzata, oggi rappresentano il campo di azione della chirurgia e della riabilitazione della mano: appare evidente come ogni gesto della vita quotidiana possa essere inficiato da deformazioni degenerative che incidono negativamente sull’autonomia e la qualità di vita del paziente. Deve anche essere tenuto in considerazione la minore tolleranza all’invecchiamento della società moderna ed all’accettazione dei problemi che esso comporta.
A differenza degli altri distretti anatomici, la mano comporta un approccio ed una gestione del caso clinico molto impegnativo per via della dimensione delle sue componenti, della vicinanza tra loro e dal grande numero di strutture che insieme determinano una capacità funzionale illimitata.
Proprio questa peculiarità richiede all’operatore sanitario, sia esso infermiere, fisioterapista o medico chirurgo un’intima conoscenza della mano: a tutt’oggi la formazione universitaria di base non prevede un adeguato approfondimento di tali argomenti, che devono necessariamente essere ampliati dall’operatore tramite percorsi formativi post-laurea o di specializzazione.

Andrea Passalacqua
andreapassalacqua10 [at] yahoo [dot] it
Corso di Laurea in Fisioterapia
Università degli Studi di genova
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Anno Accademico 2007/2008

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