Diego Ristori – Fisioterapista, OMT, DO

1La classificazione del low back pain (LBP) in sindromi o sottogruppi specifici rappresenta uno dei principali obiettivi della ricerca, in ambito dei disordini muscoloscheletrici, per facilitare la diagnosi, assistere il decision making e migliorare gli outcome.
L’instabilità lombare strutturale (LSI), descritta per la prima volta da Knutsson nel 1944 come una traslazione posteriore di una vertebra lombare nelle radiografie laterali in flessione ed estensione, è universalmente riconosciuta come un sottogruppo identificabile di individui con LBP. Riconoscere tale condizione patologica è essenziale, in quanto diverso sarà l’approccio terapeutico.
Gli studi di Panjabi e White hanno dimostrato come, a fianco dell’instabilità strutturale, ne esista una “funzionale“, non sempre associata a evidenza radiologica di LSI.
Lo scopo di questa review è stato indagare la letteratura circa l’affidabilità e la potenza dei test clinici in nostro possesso per la diagnosi dell’instabilità strutturale.
L’analisi dei risultati ha mostrato come i test presi in esame siano in grado di diagnosticare l’LSI qualora risultino positivi. D’altro canto però, quando negativi, non permettono di escluderla. Fra questi il passive lumbar extension test (PLE) sembra avere i valori più alti sia di Sn che di Sp che LR+ (gli autori sottolineano potenziali bias dell’articolo in origine sulla selezione del campione). Il passive accessory intervertebral motion (PAIVM) e il passive physiological intervertebral motion (PPIVM) mostrano una modesta abilità nell’effettuare diagnosi e una bassa affidabilità interoperatore (valori lievemente migliori solo per il PAIVM in estensione). Risultati analoghi anche per la Beighton hypermobility scale, il sit-to-stand test, l’instability catch sign, il painful cacth sign, l’apprehension sign (alta possibilità di avere falsi negativi).
In ultimo gli autori fanno un analisi critica del gold standard. Non c’è accordo in letteratura sul cut off in millimetri di traslazione (3-5 mm) e viene sottolineato come il dislocamento vertebrale avvenga anche durante il movimento e non solo nelle posizioni di end range. Pertanto, anche se le proiezioni radiografiche laterali in F ed E rimangono il riferimento comunemente accettato per la diagnosi, gli autori propongono la fluoroscopia digitale per identificare le anormalità del movimento lombare in-vivo.

Alqarni AM, Schneiders AG, Hendrick PA. Clinical tests to diagnose lumbar segmental instability: a systematic review. J Orthop Sports Phys Ther. 2011 Mar;41(3):130-40.

Abstract
STUDY DESIGN: Systematic literature review.
OBJECTIVES: To evaluate the diagnostic accuracy of clinical tests used to diagnose patients with structural lumbar segmental instability (LSI).
BACKGROUND: Patients with structural LSI represent an important, identifiable subgrouping of individuals with low back pain. Numerous clinical tests have been proposed to diagnose structural LSI; however, data on the diagnostic accuracy of these tests have not yet been evaluated through a systematic review of the literature.
METHODS: A systematic review was conducted in 6 electronic databases for diagnostic accuracy studies, published between January 1950 and March 2010, that evaluated clinical tests against radiological diagnosis of structural LSI. The diagnostic accuracy of the clinical tests from the retrieved articles was independently evaluated, reviewed, and quality scored using the QUADAS tool.
RESULTS: Four articles and a total of 11 clinical tests used in the diagnosis of structural LSI met the study inclusion criteria. The majority of tests had high specificity but low sensitivity, with positive likelihood ratios ranging from very small to moderate. QUADAS scores ranged from 16 to 25 out of a possible 26. The passive lumbar extension test was the most accurate clinical test, with high sensitivity (84%), specificity (90%), and a positive likelihood ratio of 8.8 (95% CI: 4.5, 17.3), indicating that this clinical test may be useful in the differential diagnosis of structural LSI.
CONCLUSION: This systematic review found that the majority of clinical tests routinely employed to diagnose structural LSI demonstrated only limited ability to do so. The results do, however, indicate that the passive lumbar extension test may be useful in orthopaedic clinical practice to diagnose structural LSI. Additional research is required to further validate its use for diagnosing structural LSI in all populations of those with low back pain.
LEVEL OF EVIDENCE: Diagnosis, level 2a.

Lascia un commento

Contribuisci a creare una discussione su questo argomento