Daniele Buzzini, Fisioterapista
Master Universitario in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici


INTRODUZIONE: le fratture radio-ulnari distali sono tra le lesioni più comuni dell’arto superiore. Rappresentano circa il 14% di tutte le fratture e si verificano frequentemente a seguito di traumi dovuti a cadute con mano atteggiata in iperflessione dorsale. Queste lesioni hanno spesso come esito scarsi risultati funzionali. Tale problema deriva dal fatto che risulta difficile identificare il corretto trattamento, conservativo o chirurgico, a cui sottoporle per poter ripristinare i normali rapporti ossei e la congruenza articolare. Ciò avviene perché non è facile classificarle mettendole in relazione con il trattamento più opportuno. La riabilitazione è considerata un aspetto fondamentale del trattamento anche se in letteratura non vi è consenso riguardo il tipo di intervento più appropriato.
OBIETTIVI: revisionare la letteratura scientifica presente in merito ai trattamenti riabilitativi proposti, valutarne l’efficacia, verificare se vi è omogeneità tra i vari autori per quanto riguarda i processi di valutazione, classificazione, intervento terapeutico, valutazione degli outcome e follow-up cercando di inquadrare il ruolo e le possibilità d’intervento dello Specialista in Terapia Manuale.
MATERIALI E METODI: attraverso le banche dati di Medline, PEDro, The Cochrane Library e Google Scholar sono stati ricercati Studi clinici randomizzati, Systematic Review, Meta-analisis e Clinical trial pubblicati in lingua inglese fino ad aprile 2011.
RISULTATI: sono stati selezionati 17 articoli tra studi clinici randomizzati e clinical trial, 1 Systematic review e 4 articoli utilizzati per la parte descrittiva di questo lavoro.
CONCLUSIONI: non esiste un trattamento definito Gold Standard; la mobilizzazione attiva precoce favorisce un più rapido recupero funzionale; un programma di auto trattamento domiciliare può essere sufficiente per raggiungere un pieno recupero; scarsa letteratura riguardante la terapia manuale specifica; riduzione del dolore; recupero del ROM e della forza sono gli obiettivi principali del trattamento; il Terapista Manuale risulta fondamentale dalla XII° settimana di trattamento, possono essere utilizzate tutte le tecniche artrocinematiche specifiche settate in base alla guarigione ossea; alle lesioni associate e alla reattività articolare; la “PRWE” e la “Gartland and Werley” sono le schede di valutazione più utilizzate; sono necessari 3-6 mesi per un pieno recupero funzionale. Vi è comunque necessità di compiere nuovi studi di migliore qualità metodologica.

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