Marta Selmi, Fisioterapista
marta.selmi1@gmail.com

1Abstract
Introduzione: in questo studio si pone l’attenzione su una possibile strategia terapeutica, che prevede l’impiego di un nuovo dispositivo a biofeedback (BFB) posizionale per rieducare alla deambulazione il paziente emiplegico. In particolar modo ci siamo focalizzati sulla possibilità di ripristinare corrette simmetrie posturali, di controllare e ridurre le oscillazioni all’interno della base di appoggio e di guidare il paziente nel trasferimento di carico. Questa funzione risulta spesso deficitaria nei pazienti emiplegici e ricopre una notevole importanza nell’ottica di un cammino più sicuro e meno dispendioso.
L’utilizzo in tale contesto del BFB posizionale, rappresenta poi un ulteriore aspetto di interesse, dal momento che consente al paziente di lavorare sull’integrazione centrale delle afferenze propriocettive e sulla consapevolezza sia degli aggiustamenti posturali che permettono il mantenimento di una postura simmetrica, sia dei movimenti che permettono di spostare il carico, aspetti di cui il paziente emiplegico è fortemente deficitario. Inoltre, realizzando uno strumento di FB che amplifica i parametri cinematici, si ottimizza l’apprendimento motorio del task.

Materiali e metodi: nella realizzazione del nuovo dispositivo, siamo partiti da un ragionamento sulla pedana stabilometrica che, se da un lato è in grado di fornire con precisione lo spostamento del COP (centro di pressione) all’interno della base di appoggio, dall’altro non permette di conoscere la posizione e l’orientamento dei vari segmenti corporei (COM).
Partendo poi dall’assunto che il COP è controllato dal sistema nervoso centrale mentre il COM è la variabile da controllare, abbiamo costruito uno strumento a partenza dal bacino che si ipotizza possa permettere un controllo del centro di massa. Il bacino è l’elemento chiave che ci consente di guidare l’avanzamento del COM; infatti la posizione del centro di massa viene considerata approssimabile con la posizione di un punto fisso solidale al bacino, calcolato nella postura di riposo. Il trattamento fisioterapeutico da noi proposto prevede l’esecuzione di esercizi di stabilometria, sulle strategie di caviglia e preparatori per il cammino, mediante l’utilizzo di opportuni tracciati terapeutici da noi realizzati. I risultati acquisiti possono poi essere elaborati per un confronto pre e post trattamento permettendo di evidenziare eventuali miglioramenti o peggioramenti del task richiesto.

Conclusioni: l’attività di apprendimento motorio proposta nel nostro trattamento dovrebbe consentire un incremento della capacità di controllo del centro di massa e dell’equilibrio in situazioni statiche ma anche dinamiche, poiché ripristinando una simmetrica distribuzione del peso corporeo e riducendo i movimenti oscillatori in statica è possibile reintegrare rapidi e corretti aggiustamenti posturali essenziali per la stabilità dinamica (deambulazione).
Tale ipotesi ci si augura che possa essere approfondita e verificata negli sviluppi futuri del nostro lavoro, necessari per provare l’effettiva efficacia dello strumento e la validità del trattamento da noi proposto nelle diverse patologie in cui può essere applicato, a partire proprio dall’emiplegia.

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