Giulio Pennacchiotti – Fisioterapista

1Il dolore lombare rimane una condizione comune invalidante con alti costi nella spesa sanitaria. Molti soggetti affetti da dolore lombare acuto possono andare incontro a recidive o ancor peggio alla cronicizzazione della patologia. Le Linee Guida internazionali per il trattamento del dolore lombare acuto prevedono l’utilizzo di analgesici come primo intervento, consigliando solo in un secondo momento l’utilizzo della terapia manuale.
La Strain-Counterstrain è considerata una tecnica che rientra nelle terapie di manipolazione vertebrale, tramite posizionamenti passivi degli arti, del sacro e del bacino per raggiungere angoli di flessione, rotazione e inclinazione necessari. Il razionale di questa tecnica non è ancora chiaro, ma precedenti studi (Korr 1975) hanno proposto un modello propriocettivo che spiegherebbe in parte i principi di trattamento dei tender point (Jones 1995).
Lo scopo di questo studio è investigare l’effetto della tecnica Strain-Counterstrain nel dolore lombare acuto, stabilire se è più efficace in combinazione ai comuni esercizi rispetto all’utilizzo dei soli esercizi e se nel follow-up a lungo termine (28 settimane) risulta ancora evidente il beneficio dato dalla tecnica.
Sono stati reclutati per questo studio 89 pazienti con storia di dolore lombare acuto da meno di 3 mesi e divisi in due gruppi: uno di controllo, in cui la strategia terapeutica prevedeva i soli esercizi, ed uno di intervento dove agli esercizi veniva affiancato un trattamento di 2 volte a settimana con la tecnica Strain-Counterstrain.
Gli esercizi terapeutici proposti a tutti i partecipanti sono quelli accettati dalle linee guida comuni riguardo il dolore lombare da effettuare due volte al giorno: esercizi di attivazione e tonificazione dei muscoli stabilizzatori addominali, esercizi per la rotazione e la flessione lombare.
I risultati registrati nella fase finale del follow-up (28 settimane) mostrano una minima differenza di risultati tra i due gruppi presi in considerazione e in tutte e tre le scale utilizzate per la misurazione (VAS, Oswestry, Life Satisfaction). Questo conferma che la tecnica Strain-Counterstrain non rappresenta un’arma efficace negli episodi di dolore lombare acuto, anche se è doveroso sottolineare alcuni concetti: i pazienti sottoposti a questo trattamento non hanno sospeso l’utilizzo degli analgesici e statisticamente il 40% dei pazienti affetti da dolore lombare acuto riescono a gestire i sintomi e a risolvere il problema rapidamente grazie a questi farmaci e rispettando adeguati consigli per le AVQ. Il reclutamento dei partecipanti ha seguito una logica di inclusione non troppo rigida, pertanto gli stessi partecipanti non rappresentavano un gruppo omogeneo di pazienti con dolore lombare acuto e quindi potenzialmente poco adatti a ricevere quel determinato tipo di approccio terapeutico.
In conclusione, l’aggiunta del trattamento Strain-Counterstrain ai protocolli di esercizi per il dolore lombare acuto (Nicholas et al 2007, Olson 2007, Richardson et al 1999) e agli analgesici, non sembra dare vantaggi nel breve e nel medio termine, anche se ulteriori studi sono necessari per individuare ed esaminare soggetti con dolore lombare acuto che potrebbero beneficiare maggiormente di questo trattamento.

Lewis C, Souvlis T, Sterling M. Strain-Counterstrain therapy combined with exercise is not more effective than exercise alone on pain and disability in people with acute low back pain: a randomised trial. J Physiother. 2011;57(2):91-8.

Abstract
QUESTION: Is Strain-Counterstrain treatment combined with exercise therapy more effective than exercise alone in reducing levels of pain and disability in people with acute low back pain?
DESIGN: Randomised trial with concealed allocation, assessor blinding, and intention-to-treat analysis.
PARTICIPANTS: 89 (55 female) participants between 18 and 55 years experiencing acute low back pain were randomised to experimental (n = 44) and control (n = 45) groups.
INTERVENTION: Participants attended four treatments in two weeks. The experimental group received Strain-Counterstrain treatment and review of standardised exercises (abdominal bracing, knee to chest, and lumbar rotation). The control group performed the standardised exercises under supervision. Following the intervention period, all participants received exercise progression, manual therapy, and advice.
OUTCOME MEASURES: The primary outcome was the modified Oswestry low back pain disability questionnaire, measured at 2 weeks (ie, end of treatment), 6 weeks, and 28 weeks. Secondary outcome measures included the SF-36, visual analogue scale pain ratings, and a 7-point global rating of change.
RESULTS: The experimental intervention was not more effective than exercise alone in reducing levels of pain and disability. Mean between-group differences in change from baseline for the Oswestry Disability Index were 0 (95% CI -6 to 7) after treatment, -1 (95% CI -7 to 6) at 6 weeks, and 2 (95% CI -4 to 8) at 28 weeks. Other outcomes did not differ significantly between groups.
CONCLUSION: There is no advantage in providing Strain- Counterstrain treatment to patients with acute low back pain, although further studies could examine whether a subset of these patients can benefit from the treatment.

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