Diego Cademartori, Fisioterapista
Master Universitario in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici

INTRODUZIONE: Con il termine tecniche di stabilizzazione si intende un approccio terapeutico con fine il mantenimento, da parte del sistema di stabilizzazione del rachide, della zona neutra intervertebrale entro limiti fisiologici.

OBIETTIVO: Lo scopo principale di questa revisione è quello di individuare in letteratura i diversi approcci terapeutici che hanno come fine il recupero funzionale della stabilizzazione e proporre in un secondo momento un’associazione a diversi sottogruppi di pazienti con Low Back Pain.

RISORSE DATI: La ricerca è stata condotta consultando il database MEDLINE prendendo in considerazione articoli in lingua inglese pubblicati negli ultimi dieci anni.

MATERIALI E METODI: La prima stringa di ricerca è stata utilizzata per individuare in letteratura i diversi approcci terapeutici per il recupero funzionale della stabilizzazione, mentre la seconda per individuare i diversi sottogruppi di pazienti con low-back pain. “stabilization” AND “low back”;“stabilization” AND “low back”;“stabilization” AND “low back pain”; “stabilization exercises” AND “low back”;“stabilization” AND “low back pain” NOT “anatomic instability” NOT “surgery”;“stabilization” AND “acute low back pain”“stabilization” AND “subacute low back pain”; “stabilization” AND “chronic low back pain”;stabilization” AND “recurrent low back pain”;“stabilization” AND “low back pain” X “stabilization” AND “practice guidelines”;“stabilization” AND “acute low back pain”; (“exercise”) AND “acute low back pain.

RISULTATI: Sono stati consultati un totale di 228 articoli, fra cui ne sono stati selzionati 8 per la stesura della revisione. 6 sono RCT, 1 studio prospettico di coorte e 1 case report.

CONCLUSIONI: In pazienti affetti da CLBP, gli esercizi di stabilizzazione (eseguiti seguendo la progressione descritta da O’Sullivan) vanno integrati con esercizi attivi, richiedendo una contrazione statica tra la fase concentrica ed eccentrica per incrementare la CSA del multifido. In pazienti affetti da CLBP ed impairment del controllo motorio, un programma di stabilizzazione incentrato sulla contrazione del traverso dell’addome e del multifido, seguito dal suo mantenimento durante esercizi attività-correlati, migliora il controllo posturale e la distribuzione delle forze in seguito alle perturbazioni, e riduce il rischio di ricadute durante e dopo l’intervento. Nei pazienti affetti da LBP con un episodio precedente, un programma di stabilizzazione integrato ad esercizi specifici a carichi progressivi migliora la simmetria e il timing della contrazione del multifido ed incrementa la CSA del muscolo stesso a livello di L5. I pazienti affetti da LBP, di età inferiore ai 40 anni, con movimenti aberranti, SLR>91° e positività al Prone Instability Test, beneficiano di un training di stabilizzazione, seguendo la progressione descritta da Richardson. In pazienti con CLBP ed impairment in flessione, gli esercizi di stabilizzazione, integrati a movimenti pain-free che hanno lo stesso fine di quelli dolorosi, riducono dolore e disabilità a lungo termine e facilitano il ripristino della fisiologica lordosi lombare. In pazienti affetti da LBP subacuto, con dolore da più di 6 settimane, il programma di stabilizzazione incentrato sulla contrazione del traverso addominale e del multifido, mantenute poi in esercizi attività-correlati, migliorano dolore e disabilità a breve termine.

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