La Sindrome del Piriforme (Yoeman, 1928), anche se raramente riconosciuta, è una causa molto più frequente di quanto si creda, di dolore al gluteo con irradiazione all’arto inferiore (Freiberg 1937, Robinson 1947, Popelianskii, Brobovnikova 1968, Pace e Nagle 1976, Travell, Simons 1988, Beatty 1994, Parziale, Hudgins, Fishmann 1996 Piralla 1999, Rodrigue 2001, Castellacci, Giammattei, Orsoni, Alderighi, 2006).
L’origine dei sintomi può essere di tipo nervoso, conseguente alla compressione del nervo sciatico da parte del muscolo divenuto rigido e voluminoso a causa di insulti meccanici di varia natura, oppure  di tipo muscolare connessa all’attivazione, nel muscolo, dei punti Trigger (Piralla 1999).
La sintomatologia tende a simulare altre patologie (spesso molto più gravi), così che troppo frequentemente la ricerca clinica viene indirizzata verso strutture ben lontane dall’origine della causa reale del dolore.
Questo chiaramente comporta un enorme spreco di risorse economiche e di tempo tanto che, per indagini diagnostiche inutili e trattamenti riabilitativi inconcludenti (Parziale e coll.,1996), la Sindrome può diventare così invalidante da impedire alla persona il normale svolgimento delle attività lavorative e sportive e, nei casi più gravi, da limitare le normali attività della vita quotidiana (Parziale, Hudgins, Fishmann 1996 Piralla 1999, Castellacci, Giammattei, Orsoni, Alderighi, 2006).
Questo fenomeno, secondo Fishman (1992, 2002), è dovuto al fatto che, in quasi mezzo secolo dalla “scoperta” della Sindrome (Yoeman, 1928), nonostante i progressi scientifici, non si è stati in grado di raggiungere una univoca e consensuale definizione della patologia e quindi neppure un preciso iter diagnostico e terapeutico.

Daniele Buzzini
Corso di Laurea in Fisioterapia
Università degli Studi di Siena
Anno Accademico 2006-07

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4 commenti

  • Samuele Passigli Reply

    La sindrome del piriforme, ossia la compressione del nervo ischiatico nel punto in cui passa sotto al muscolo piriforme, deve essere diagnosticata per esclusione (Fishman, 2002; Fishman 1992). J. Cleland, in Orthopaedic Clinical Examination – An Evidence-Based Approach, riporta l’utilità del test FAIR (flessione, adduzione, intrarotazione di anca) per diagnosticare l’intrappolamento del nervo ischiatico a livello del piriforme.
    Il test FAIR è eseguito con il paziente in decubito laterale sul lato opposto a quello affetto; l’arto in esame è portato in flessione, adduzione e intrarotazione. Se, durante il test, si esacerba il dolore nel punto in cui il nervo ischiatico incrocia il muscolo piriforme, il test è considerato positivo. Il test FAIR ha una sensibilità di .88 e una specificità di .83.

      • Samuele Passigli Reply

        Ola Grimsby e Jim Rivard riportano come caratteristiche cliniche della sindrome del piriforme:
        1) rapporto M/F di 1/6;
        2) dolore profondo nella regione glutea con possibile irradiazione all’arto inferiore per l’irritazione del nervo ischiatico (che attraversa il muscolo piriforme nel 15% della popolazione, come detto in precedenza);
        3) frequente imbalance muscolare tra rotatori esterni e rotatori interni (concetto ripreso anche dalla Sahrmann, ma a mio avviso tipico di quasi la totalità dei disordini della colonna lombare, del cingolo pelvico e di molti disordini dell’arto inferiore);
        4) dolore durante una rotazione esterna attiva, una rotazione interna passiva e una rotazione esterna controresistenza.
        Come test specifico effettuano il piriformis stretch test:
        Il paziente è prono con ginocchio flesso a 90°, anca addotta e intraruotata. Il paziente effettua una extrarotazione isometrica per 20-30 secondi. Il test è positivo se riproduce la sintomatologia del paziente a livello del gluteo o irradiata all’arto inferiore.
        A mio avviso, la contrazione isometrica in extrarotazione in posizione di FAIR test è molto più provocativa e quindi da preferire.
        Una cosa importante da ricordare, che non aggiunge altro che una nuova complicazione, è che nonostante molti autori riportino un muscolo piriforme corto/rigido in questa sindrome, la Kendall sostiene che la sindrome del piriforme può essere presente (soprattutto) anche in soggetti con un piriforme “lungo” (lengthened piriformis muscle). Quindi è fondamentale, secondo la Sahrmann e la Kendall effettuare sempre e con attenzione un test di lunghezza muscolare: il nostro paziente sfortunato afflitto e tormentato da questa sindrome non sarà così inutilmente torturato con ripetuti esercizi di stretching…

        • Samuele Passigli Reply

          Segnalo una revsione molto interessante sulle anomalie anatomiche del muscolo piriforme e del nervo ischiatico, pubblicata su Clinical Anatomy:
          Variations of the piriformis and sciatic nerve with clinical consequence: a review
          Smoll NR.
          Clin Anat. 2010 Jan;23(1):8-17. Review.

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