Daniele Andreani, Fisioterapista
Master Universitario in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici

Contesto
Negli ultimi anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità sta cercando di orientare sempre di più l’inquadramento del paziente verso un’ottica bio-psico-sociale, che consideri tutti gli aspetti della salute dell’individuo al fine di ottenere interventi sanitari che vadano realmente a migliorare la salute della persona. L’ICF (International Classification of Functioning Disability and Health) rappresenta l’evoluzione di una serie di modelli di salute che l’OMS ha sviluppato e migliorato durante gli anni, con lo scopo di creare un linguaggio comune tra i professionisti sanitari.
In fisioterapia la valutazione del paziente dal punto di vista bio-psico-sociale appare di importanza fondamentale sia per quanto riguarda la presa di decisione clinica che per quanto riguarda l’appropriatezza degli interventi riabilitativi, i quali dovrebbero avere come fine ultimo quello di migliorare lo stato di salute ed il funzionamento del paziente. Se dunque è vero che, in linea con l’ICF, gli aspetti maggiormente rappresentativi del funzionamento della persona sono il livello di attività e la partecipazione sociale, si ha come conseguenza che gli interventi riabilitativi che incidono realmente sullo stato di salute del paziente, sono proprio quelli che comportano una riduzione della disabilità ed un miglioramento della partecipazione sociale.
Da ciò consegue che, quando si studia l’efficacia di un trattamento, tra gli outcome valutati debbano rientrare la disabilità e la partecipazione sociale e che queste debbano essere valutate con appropriati strumenti di misura.
Obiettivo
Questa revisione si propone l’obiettivo di identificare quali scale di valutazione vengono utilizzate per valutare disabilità e partecipazione, nei lavori che hanno come oggetto di studio la cervicalgia.
Materiali e Metodi
In data 22/03/2012 sono state condotte ricerche sulle principali banche dati di interesse fisioterapico (PEDro, PubMed), attraverso stringhe di ricerca costruite utilizzando diverse parole chiave (Neck pain, Cervical radiculopathy, Whiplash injury, Neckache, Scale, Scales, Evaluation scale, Evaluation scales, Questionnaire, Questionnaires, Disability, Participation, Social participation) e bilanciandone sensibilità e specificità.
Sono stati inclusi articoli che avessero come oggetto di studio il neck pain (o che comunque trattassero di cervicalgia e di scale di valutazione della disabilità e partecipazione ad essa correlate) e nei quali venissero esplicitamente valutate disabilità e partecipazione. Da questi articoli sono state successivamente estratte le scale di valutazione utilizzate/analizzate e si è verificato se esse valutassero effettivamente le limitazioni delle attività e le restrizioni della partecipazione, nei soggetti con disfunzioni del rachide cervicale.
Risultati
Sono stati inclusi nella revisione 4 studi, 3 dei quali erano cross-sectional ed 1 una revisione sistematica. Tutti e 4 gli studi inclusi (100%) sono stati reperiti tramite la ricerca su PubMed e pubblicati dopo il 2001.
Dall’analisi degli studi sono state individuate 8 scale di valutazione e ciascuna di esse conteneva al suo interno item per la valutazione di disabilità e partecipazione. Lo strumento più utilizzato è risultato essere il Neck Disability Index, analizzato in tutti e 4 gli studi inclusi (100%); tale questionario è inoltre lo strumento più frequentemente citato in letteratura tra gli strumenti di valutazione nelle problematiche di dolore cervicale.
Conclusioni
Nell’ambito dei disordini muscoloscheletrici del rachide cervicale possiamo affermare che sono pochi gli studi che dichiarano esplicitamente di valutare sia disabilità che partecipazione sociale, nonostante questi outcome siano quelli che maggiormente rappresentano lo stato di salute del paziente.
Il contesto sanitario nel quale viviamo si sta orientando sempre di più verso una visione globale e integrata del paziente, ci si auspica perciò che in futuro i ricercatori che effettueranno studi con lo scopo di valutare l’efficacia di un trattamento, possano dare maggiore importanza ad outcome globali quali le limitazioni delle attività e le restrizioni della partecipazione sociale.

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