Video analisi e gait retraining su runner effettuata con l’obiettivo di ridurre l’overstride e aumentare la cadenza. Corso “Running injury – Classificazione, prevenzione e trattamento”, di Samuele Graffiedi, 9 maggio 2016, Kinè – Fisioterapia e Analisi del movimento – San Vendemiano (TV).
 
Video prima del retraining: il soggetto corre abitualmente in questo modo:
 

 
Il soggetto corre con evidente overstriding: cioè al momento dell’appoggio, che avviene di tallone, il piede è dorsiflesso e il ginocchio è esteso, ma soprattutto il punto di appoggio a terra si trova molto più avanti rispetto al centro di massa. La cadenza del soggetto è 158 passi al minuto e l’oscillazione verticale è di 11 cm, entrambe misurate con strumento valido e affidabile. La cadenza è al di sotto di quella che viene comunemente considerata una cadenza protettiva rispetto agli infortuni, in quanto associata a elevato Loading Rate e vGRF.
 
La cinematica al momento dell’appoggio appare chiara in questo frame:
 

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Il primo tentativo di correzione consiste nel fare correre il soggetto senza scarpe, in quanto questo tende a ridurre automaticamente l’overstride nell’80% dei runner.
 

 
Purtroppo il runner in questione appartiene a quel 20% di soggetti in cui il cambiamento non avviene in modo automatico correndo scalzo. La cadenza aumenta di poco: 162. L’adozione di una scarpa minimalista o peggio della corsa barefoot è controindicata in un soggetto di questo tipo in quanto aumenta ulteriormente il Loading Rate, piuttosto che diminuirlo.
 
A questo punto, sempre scalzo, vengono forniti al runner due comandi verbali, e in maniera quasi immediata il rumore all’appoggio del piede cala drasticamente (già questo è associato a una diminuzione del Loading Rate), la cadenza diventa 172 (aumento del 9%) e l’oscillazione verticale 9 cm:
 

 
Ora non resta che valutare se il runner riesce a mantenere il nuovo stile di corsa anche con le scarpe, cosa che difficilmente riesce in prima seduta. Quindi rimette le scarpe (e toglie i pantaloncini perché inizia ad avere caldo), e otteniamo questo:
 

 
Come si nota, il runner continua anche con le scarpe a mantenere uno stile di corsa modificato, e ciò viene confermato non solo dall’analisi video, ma anche dai parametri di corsa: la cadenza rimane infatti sui 172-174 e l’oscillazione verticale sui 8,6-9,2 cm. L’aumento di cadenza si traduce ovviamente in un proporzionale diminuzione della lunghezza del passo, cioè una riduzione dell’overstride.
 
Il frame al momento dell’appoggio è questo:
 

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Si nota, al momento dell’impatto: appoggio con piede piatto, ginocchio flesso, tibia verticale (tallone sotto al ginocchio) e punto di appoggio più vicino al centro di massa (riga gialla orizzontale).
 
In conclusione, abbiamo ottenuto intra-seduta la riduzione dell’ovestride, certificato da un contemporaneo miglioramento dei parametri di corsa: sappiamo che tutto ciò è associato a un minor carico articolare all’articolazione femororotulea e a una riduzione della vGRF e del Loading Rate, i cui valori eccessivi sono associati a vari infortuni di tibia e ginocchio.
 
In tutti i video il soggetto correva alla stessa velocità di 12 km/h per evitare fattori confondenti dovuti al lieve aumento della cadenza (4-6%) che avviene abitualmente all’aumento della velocità.
 
Samuele Graffiedi – Fisioterapista
@irongrafFT in Twitter
 

4 commenti

  • Claudio Grisot Reply

    Ciao Samuele
    Potresti dirmi quale strumento validato utilizzi per misurare la cadenza e l’oscillazione verticale durante la corsa?
    Nell’articolo parli inoltre di due comandi verbali utilizzati per aumentare la cadenza..mi viene in mente solo l’istruzione verbale di “fare meno rumore”, come ci è stato insegnato al corso di Dubois, puoi dirmi quali hai usato o chiedo troppo?
    Grazie in anticipo e complimenti, spero di riuscire a partecipare al tuo prossimo corso!
    Claudio

    • Samuele Graffiedi Reply

      Ciao Claudio.

      Lo strumento che uso abitualmente e che ho utilizzato nella prova pratica al corso è un Garmin. La sua fascia toracica HRM-Run con accelerometro a tre assi fornisce una misura valida e affidabile dei parametri principali della corsa (Cadenza, Oscillazione Verticale, Tempo Contatto al Suolo). La validità e affidabilità è stata recentemtente dimostrata in questo articolo http://www.jospt.org/doi/abs/10.2519/jospt.2016.6391, in cui la fascia è stata comparata con uno strumento professionale. L’unica differenza è che l’MDC (Minimal Detectable Change) per quanto riguarda la cadenza è 2,53 per la fascia HRM-Run, rispetto a 1,29 dello strumentazione professionale. Ma direi che il valore è comunque molto basso e quindi ai fini pratici non cambia nulla.

      Non c’è ancora un consenso chiaro su quali siano i modi migliori per ottenere una riduzione dell’overstride e un aumento di cadenza. In letteratura sono utilizzati vari metodi con successo, tra cui l’utilizzo di metronomo, di orologio al polso, e di comandi verbali. Non è neanche chiaro se siano meglio comandi a focus esterno (ad esempio: “fai meno rumore”), oppure a focus interno (“cerca di atterrare più leggero”). In realtà, non utilizzo il comando di “fare meno rumore”, primo perché mi sembra difficilmente implementabile quando uno corre all’esterno, ma soprattutto perché tende a concentrare troppo l’attenzione sull’appoggio del piede, con il rischio che uno cominci a correre in modo innaturale balzellando sulle punte. Preferisco modificargli l’appoggio distale in maniera indiretta modificando il movimento a livello prossimale.

      Per ottenere ciò, utilizzo da tempo con discreto successo i due comandi descritti alla fine di questo articolo: http://www.podisticaseven.it/index.php?option=com_content&view=article&id=30:come-migliorare-il-vostro-modo-di-correre&catid=12

      Se interessato, parlerò tra le altre cose di Gait Retraining al Workshop “Running Injury” al Convegno Fisiobrain “Clinical Expertise in Fisioterapia” che si terrà il 15 Ottobre.

      Ciao.

      Samuele

  • Filippo Peirce Reply

    Ciao Samuele,
    sono stato al tuo corso i primi di maggio a Roma, davvero ben fatto complimenti!!
    Prima cosa volevo chiederti il nome dell’applicazione per smartphone che usi per riprendere la corsa.
    Secondo volevo chiederti se consideri utile usare le metodiche di re-training come metodiche di training in un podista novizio come prevenzione agli infortuni.
    Ti ringrazio molto.
    Alla prossima.

    • Samuele Graffiedi Reply

      Ciao Filippo, grazie a te dei complimenti.
      L’applicazione si chiama Hudl Technique, già Ubersense.
      In genere non utilizzo il re-training in corridore senza infortunio, a meno che non sia chiesto espressamente da lui per valutare un eventuale miglioramento dell’efficienza. Come abbiamo visto si può correre tranquillamente con stili molto diversi: fare retraining a tutti i neo-runner lo vedrei un po’ come fare uno screening del modo di stare seduto a un gruppo di scolari. In realtà, parlando ad esempio di cadenza, abbiamo un solo studio prospettico (Luedke 2016) che lega una bassa cadenza ad una maggior probabilità di infortunio, peraltro solo alla tibia e non al ginocchio.Inoltre cambiare stile di corsa potrebbe semplicemente ridurre la probabilità di certi infortuni, ma aumentare quella di altri. Per cui, mentre è a ad esempio certo che una glicemia superiore a 300 mg/dl produce danni futuri, non abbiamo queste certezze per quanto riguarda lo stile di corsa. Nel caso siano presenti disfunzioni (ad esempio a livello di valgismo dinamico di ginocchio) che sappiamo aumentare la probabilità di certi infortuni, queste sono spesso evidenti al semplice Single Leg Squat o alla discesa dal gradino, ancor prima di metterli sul tappeto. E’ pur vero che una rapida analisi richiederebbe solo una decina di minuti, per cui facilmente implementabile non appena avremo evidenze più robuste.
      Ciao.
      Samuele

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