Emanuele Tortoli – Fisioterapista, SPT, CO

sindrome del tunnel carpaleLa sindrome del tunnel carpale (CTS) comprende un insieme di sintomi tra cui intorpidimento e formicolio nella distribuzione del nervo mediano, dolore notturno e dolori variabili (Wainner et al. 2005). Sebbene questi sintomi siano prevalentemente attribuiti alla compressione del nervo mediano nel tunnel del carpo o un aumento del volume nel suo contenuto, molti sono i fattori che possono contribuire a sviluppare una CTS, incluso disturbi al rachide cervicale (Reading et al. 2003). Studi recenti mostrano che pazienti con tunnel carpale con esame elettromiografico (EMG) positivo presentano una postura della testa più proiettata in avanti e una minore escursione articolare del rachide cervicale rispetto ai soggetti sani (de la Llave Rincon et al. 2009). Si evidenzia anche una prevalenza maggiore nel presentare un restringimento del forame di coniugazione che potenzialmente potrebbe portare alla compressione della radice nervosa predisponendo il paziente a sviluppare una CTS o aggravare i sintomi esistenti della stessa attraverso un secondo sito di compressione (Pierre Jerome et al. 2003). L’obiettivo dello studio è osservare se esiste una relazione tra il deficit di escursione articolare del rachide cervicale con l’EMG. Si ipotizza una relazione diretta tra gravità dell’EMG con la diminuzione dell’escursione articolare del rachide cervicale, della maggior intensità del dolore e della cronicità dei sintomi.
La misurazione del ROM cervicale è stata effettuata con il CROM, i risultati evidenziano che donne con CTS che presentano risultati minimo, medio e severo all’EMG presentano una riduzione del ROM cervicale se confrontate con donne asintomatiche di pari età. Si evidenzia una minor lateroflessione controlaterale al lato del dolore; questo parametro potrebbe essere correlato al fatto che essendo la CTS una neuropatia periferica la lateroflessione controlaterale potrebbe aumentare il dolore (Butler et al. 2000). I risultati di questo studio hanno importanti implicazioni per la pratica clinica. La relazione tra un minore escursione articolare del rachide cervicale su tutti i piani con la CTS suggerisce che i trattamenti mirati alla regione del collo possono essere di aiuto nella gestione dei pazienti con CTS.

De-la-Llave-Rincón AI, Fernández-de-Las-Peñas C, Laguarta-Val S, Ortega-Santiago R, Palacios-Ceña D, Martínez-Perez A. Women with carpal tunnel syndrome show restricted cervical range of motion. J Orthop Sports Phys Ther. 2011 May;41(5):305-10.

Abstract
STUDY DESIGN: A case control, blinded study.
OBJECTIVES: To compare the amount of cervical range of motion in women with minimal, mild/moderate, and severe carpal tunnel syndrome (CTS) to that of healthy control participants. We also assessed the relationships between cervical range of motion and clinical variables related to the intensity and temporal profile of pain within each CTS group.
BACKGROUND: It is plausible that the cervical spine may be involved in individuals with CTS. No study has investigated the relationship between cervical range of motion and symptoms associated with CTS severity.
METHODS: Cervical range of motion was assessed in 71 women with CTS (18 with minimal, 18 with mild/moderate, and 35 with severe signs and symptoms) and in 20 similar, healthy women. Those with CTS were aged 35 to 59 years (mean ± SD, 45 ± 8 years) and those in the healthy group were aged 31 to 60 years (45 ± 8 years). An experienced therapist, blinded to the participants’ conditions, used a cervical range-of-motion (CROM) device to assess cervical range of motion. Mixed-model analyses of variance (ANOVAs) were conducted to evaluate the differences in cervical range of motion among the 3 groups of patients with CTS and healthy controls. A corrected P value of less than .025 was used as threshold for significance (Bonferroni correction).
RESULTS: The mixed-model ANOVAs revealed that the individuals with CTS exhibited restricted cervical range of motion compared to healthy controls (P<.001), with no significant differences among the groups with minimal, mild/moderate, or severe CTS (P>.356). A significant negative correlation between pain intensity and cervical spine lateral flexion away from the affected side was identified: the greater the mean pain intensity, the lesser the cervical lateral flexion away from the affected side.
CONCLUSIONS: Women with minimal, mild/moderate, or severe CTS exhibited less cervical range of motion compared to women of a similar age, suggesting that restricted cervical range of motion may be a common feature in individuals with CTS, independent of severity subgroups, as defined by electrodiagnosis. Future research should investigate cervical range of motion as a possible consequence or causative factor of CTS and related symptoms.

1 commento

  • Samuele Passigli Reply

    Questo studio, con il principale limite di un campione di pochi soggetti esclusivamente femmine, non permette di capire se esiste una relazione tra una riduzione dell’escursione articolare del rachide cervicale e il decorso del CTS (in quanto non oggetto di studio). Sarebbe interessante valutare eventuali modificazioni dei sintomi in pazienti sottoposti a trattamento del rachide cervicale. Nonostante queste osservazioni, lo studio proposto è sicuramente interessante e meritevole di riflessione. Infatti, altri studi precedenti hanno evidenziato come gli impairment del rachide cervicale (in modo particolare quelli che determinano una compressione/irritazione delle radici nervose) rappresentino un fattore di predisposizione per la CTS o di aggravamento dei sintomi esistenti nei pazienti con CTS.

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