La frattura di scafoide carpale rappresenta quasi l’80% delle fratture della mano e, per quanto riguarda le fratture di polso, è seconda come frequenza solo alla frattura del radio distale.
E’un tipo di lesione che colpisce più frequentemente i soggetti maschi giovani ed attivi, e si verifica in seguito a traumi sportivi o lavorativi.
Il 2% delle fratture di scafoide non viene diagnosticato in tempo, e queste evolvono quasi sempre in pseudoartrosi, che si può verificare anche in fratture correttamente trattate, a causa della peculiare vascolarizzazione, di tipo terminale, dello scafoide.
Inoltre anche quando queste fratture consolidano, guariscono con deformità e si possono avere alterazioni della cinematica carpale.
I trattamenti chirurgici proposti per le pseudoartrosi di scafoide sono molti e tra questi quello di Matti-Russe, che prevede l’interposizione di un innesto osseo, è tra i più impiegati e presenta un alta incidenza di guarigione.
Un adeguato trattamento fisioterapico accelera il ritorno all’attività ed alla ripresa della funzionalità.

Raffaele Iorio
Tesi di Laurea in Fisioterapia
Università degli Studi di Firenze

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