Presentazione del caso
Donna di 51 anni che presenta delle cicatrici con cheloidi molto importanti in postumi di interventi chirurgici ripetuti per osteomielite al femore con parecchi episodi fratturativi.
Nell’agosto del 1968 ha cominciato ad avere forti dolori al femore sx con tumefazione ed arrossamento locale. Ricoverata dapprima in un ospedale siciliano, dove veniva diagnosticata l’osteomielite. Le è stato pertanto confezionato apparecchio gessato pelvi podalico oltre alle cure farmaco-logiche.
Verso la metà di settembre veniva trasferita all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna dove veniva rimosso l’apparecchio gessato. Nel compiere un movimento nel letto, la paziente riportava una frattura patologica del femore sx, per cui veniva confezionato ancora un apparecchio gessato pelvipodalico.
Trasferita all’Istituto Elioterapico Codivilla Putti e Villa Blu a Cortina D’Ampezzo, vi è rimasta ricoverata per un anno.
A settembre 1971 si è ripresentata l’osteomielite. Ricoverata a Winterthur in Svizzera è stata sottoposta a vari interventi per l’asportazione dei sequestri, di un sistema fistoloso composto di tessuti muscolari e cutanei.
La gamba sx presentava un accorciamento di 55mm.
Nel 1984 si è reso necessario nuovo ricovero all’Ospedale Civile di Lecco, dove la donna è stata sottoposta al trattamento con la metodica Ilizarov.
Nel 1987, dopo tre anni in diversi ospedali di lunga degenza, è stata visitata dal prof. Ilizarov in persona che, analizzato il caso e le problematiche connesse, ha indicato la tecnica operatoria da eseguire nel caso specifico.
Eseguito l’intervento che era stato indicato da prof. Ilizarov in persona, finalmente nel 1988 la paziente poteva togliere l’apparato di fissatori esterni Ilizarov.
L’asimmetria degli arti, dopo l’intervento, è di modeste entità anche se permane una forte limitazione articolare al ginocchio per le cicatrici retraenti, che sono presenti nella coscia sx della paziente, come postumi dei vari interventi chirurgici.
La cicatrice nella zona del tensore della fascia lata è ininfluente ai fini della mobilità, mentre quella in zona mediale, che si sviluppa dal terzo superiore del quadricipite fino al vasto mediale obliquo, risulta più retratta. Questo, tanto da limitare la flessione al 20°, con un punto retraente molto marcato all’altezza in cui c’era l’ancoraggio delle viti del fissatore esterno Ilizarov.

Rosario Bellia
Fisioterapista

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