Saverio Celebre, Fisioterapista
Master Universitario in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici


Obiettivi. Lo scopo di questa revisione della letteratura è quello di ricercare gli strumenti di outcome maggiormente utilizzati nella valutazione dei pazienti con lombalgia aspecifica, individuandone le relative MCID e descrivendone la metodologia utilizzata per definirle. Altri obiettivi sono la valutazione della presenza di accordo o disaccordo tra i vari autori rispetto alla quantificazione delle MCID e la quantificazione dell’utilizzo delle MCID nella ricerca clinica inerente il LBP aspecifico.
Risorse dati. La ricerca è stata effettuata tramite la banca dati elettronica Medline, utilizzando la seguente stringa: “(minimal clinically important difference OR minimal clinically significant difference OR minimal clinically important change OR MCID OR MCIC) AND (low back pain OR back pain)”. Sono stati esclusi tutti gli studi pubblicati prima del 2001 e che non fossero in lingua inglese e italiana.
Metodi di Revisione. La selezione degli studi è stata eseguita sulla base del titolo, dell’abstract ed infine della lettura completa dell’articolo. Sono stati inclusi 13 articoli in cui fossero presenti indicazioni su valori e metodi di determinazione della MCID. Criteri di esclusione: articoli inerenti a condizioni o problematiche specifiche, interventi di tipo non conservativo, misure di outcome non specifiche per LBP.
Risultati. Alla base del concetto di minimal clinical important difference (MCID) c’è il tentativo da parte di clinici e ricercatori di identificare cambiamenti clinicamente significativi e di calcolarne valori concreti che determinino l’immediata individuazione dell’importanza del risultato di un outcome osservato. Tale orientamento interpretativo nasce in base, e deve gran parte della sua importanza, alla natura intrinsecamente soggettiva del dolore e della disabilità presenti nelle patologie muscolo-scheletriche, integrate in un modello clinico di disabilità nel quale disfunzione e decondizionamento si combinano con le manifestazioni psico-sociali.
La pubblicazione di scale di valutazione del Dolore e della Disabilità che primariamente promuovono le prospettive del paziente testimonia l’importanza dell’approccio biopsicosociale. Tuttavia, la prevalente soggettività degli ambiti indagati rappresenta anche uno dei limiti maggiori del concetto di MCID, in quanto la sua importanza deve essere sempre rapportata al contesto e alla prospettiva ai quali il cambiamento si riferisce. Ne deriva una discordanza di fondo fra i vari autori riguardo ai metodi di calcolo, ai valori della MCID che ne derivano e alla loro applicazione nella ricerca scientifica e nella pratica clinica.
Conclusioni. La mancanza di consenso comporta l’impossibilità di utilizzare i valori della MCID di uno strumento di outcome per la disabilità come riferimento assoluto per giudicare la presenza di cambiamenti clinicamente importanti e la necessità di utilizzare cautela nell’interpretare ed utilizzare i valori pubblicati.
Nella ricerca futura, quindi, se da una parte ci si auspica il raggiungimento di un consenso fra i vari autori, dall’altra è necessario consigliare una combinazione di dati empirici, interpretazione e giudizio clinico al fine di una ragionevole scelta dei valori da utilizzare.

[download#74#image]

Lascia un commento

Contribuisci a creare una discussione su questo argomento