Giulio Pennacchiotti – Fisioterapista

1Il low back pain (LBP) è una delle principali cause di limitazione e assenza dal lavoro nei paesi occidentali, e vari studi epidemiologici stimano che quasi l’80% delle persone sarà colpita da almeno un episodio di LBP nella loro vita. Essendo un problema di ordine sociale ed economico, le ricerche sulle opzioni terapeutiche conservative suggeriscono come appropriate le mobilizzazioni, la terapia manuale e le manipolazioni vertebrali (SMT). I meccanismi fisiologici relativi ai miglioramenti clinici in seguito alle manipolazioni devono essere ancora determinati. Le ipotesi più esplorate parlano di un meccanismo d’azione biomeccanico, dove le manipolazioni ridurrebbero lo stress sui tessuti spinali molli e duri (Pickar et al.), oppure di un meccanismo neurofisiologico a seguito delle SMT che potrebbero indurre una modificazione plastica nell’integrazione senso-motoria (Haavik et al.), diminuendo l’attività EMG nei muscoli paravertebrali (DeVocht et al.).
L’obiettivo di questo studio è stato investigare la presenza e la persistenza di questi cambiamenti neuromuscolari a seguito di una SMT, anche in relazione ai cambiamenti nella cinematica e nel dolore percepito nei soggetti implicati nello studio.
Sono stati reclutati 60 pazienti affetti da LBP, che non presentassero al momento dell’inclusione segni di infezione, problematiche vascolari, segni neurologici, problematiche a carico del tessuto connettivo e reumatologiche.
I soggetti del gruppo sperimentale hanno ricevuto una manipolazione HVLA specifica su L3, mentre i soggetti del gruppo controllo una volta posizionati per ricevere la manipolazione non hanno subito l’impulso del thrust. La procedura di raccolta dati (dopo 5 e 30 minuti dalla manipolazione), è stata effettuata mediante elettrodi posizionati al livello dei muscoli erettori della colonna e tramite un sistema di analisi del movimento, durante un semplice task di flesso-estensione del tronco.
I risultati ottenuti risultano in parte in accordo con i precedenti studi. La cinematica lombo-pelvica non è stata significativamente alterata, mentre è stata modificata la risposta neuromuscolare dopo 30 minuti: nei soggetti del gruppo controllo è stata riscontrato un aumento dell’attività EMG dei muscoli paraspinali abbinata ad un aumentata percezione del dolore; nei soggetti del gruppo intervento l’attività EMG è risultata evidentemente più bassa. Questi risultati fanno pensare che le SMT possano in qualche modo interferire con il fenomeno della sensibilizzazione e ritardare il processo di affaticamento muscolare, solitamente facilitato da particolari attività di vita quotidiana. Un altro dato interessante rilevato dagli elettrodi riguarda i segmenti sottostanti L2 che non hanno subito alterazioni di carattere EMG; questo a conferma del fatto che le manipolazioni spinali hanno un effetto molto specifico e segmentario in termini di risposte muscolari.
Futuri studi sono necessari per confermare questi dati a lungo termine prendendo anche in considerazione l’analisi delle proprietà tissutali.

Harvey MP, Descarreaux M. Short term modulation of trunk neuromuscular responses following spinal manipulation: a control group study. BMC Musculoskelet Disord. 2013 Mar 13;14:92.
Free PMC Article: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3602072/

Abstract
BACKGROUND:
Low back pain (LBP) is one of the most frequent musculoskeletal conditions in industrialized countries and its economic impact is important. Spinal manipulation therapy (SMT) is believed to be a valid approach in the treatment of both acute and chronic LBP. It has also been shown that SMT can modulate the electromyographic (EMG) activity of the paraspinal muscle. The purpose of this study was to investigate, in a group of patients with low back pain, the persistence of changes observed in trunk neuromuscular responses after a spinal manipulation (SMT).
METHODS:
Sixty adult participants with LBP performed a block of 5 flexion-extension movements. Participants in the experimental group (n=30) received lumbar SMT whereas participants in the control group (n=30) were positioned similarly for the treatment but did not receive SMT. Blocks of flexion-extension movements were repeated immediately after the manipulation as well as 5 and 30 minutes after SMT (or control position). EMG activity of paraspinal muscles was recorded at L2 and L5 level and kinematic data were collected to evaluate the lumbo-pelvic kinematics. Pain intensity was noted after each block. Normalized EMG, pain intensity and lumbo-pelvic kinematics were compared across experimental conditions.
RESULTS:
Participants from the control group showed a significant increase in EMG activity during the last block (30 min) of flexion-extension trials in both flexion and full-flexion phases at L2. Increase in VAS scores was also observed in the last 2 blocks (5 min and 30 min) in the control group. No significant group x time interaction was seen at L5. No significant difference was observed in the lumbo-pelvic kinematics.
CONCLUSION:
Changes in trunk neuromuscular control following HVLA spinal manipulation may reduce sensitization or muscle fatigue effects related to repetitive movement. Future studies should investigate short term changes in neuromuscular components, tissue properties and clinical outcomes.

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