Mal di schiena: raccomandazioni per la costruzione di percorsi assistenziali aziendali nelle cure primarie.
Processo di gestione-assistenza della persona adulta affetta da mal di schiena acuto.

Definizioni
Il mal di schiena (MDS) acuto è rappresentato da dolore, con presenza o meno di limitazione funzionale, avvertito fra il margine inferiore dell’arcata costale e le pieghe glutee inferiori, con possibile irradiazione posteriore alla coscia ma non oltre il ginocchio (lombalgia). Può causare impossibilità di svolgere la normale attività quotidiana, con possibile assenza dal lavoro. Ha una durata inferiore a un mese, 4 settimane. Si parla di MDS subacuto quando la sintomatologia si protrae oltre il mese fino a 3 mesi.
La lombosciatalgia è rappresentata da una lombalgia con irradiazione dolorosa al di sotto del ginocchio (interessamento di L5 o S1, in oltre il 90% dei casi di radicolopatia); la lombocruralgia è dovuta a interessamento delle radici lombari più alte, più spesso L3 e L4. Il dolore all’arto può essere presente anche in assenza di dolore lombare.
Se i sintomi si protraggono oltre 3 mesi si parla di lombalgia o di lombosciatalgia cronica; si definisce ricorrente quando gli episodi acuti si ripresentano dopo un periodo di benessere.
Più della metà delle persone che hanno avuto un episodio di lombalgia acuta avrà una recidiva entro pochi anni e l’approccio a un nuovo episodio lombalgico in un paziente con problemi ricorrenti al rachide lombare è simile a quello di un episodio acuto.

Data di pubblicazione: ottobre 2005
Data di aggiornamento: 2008

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