Mirco Burzi, Fisioterapista
Master Universitario in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici


Obiettivi: l’obiettivo di questo lavoro è stato quello di verificare se la presenza di inibizione muscolare artrogenica in seguito ad episodio distorsivo di caviglia è documentata in letteratura, quale sia la sua rilevanza nel recupero della funzione neuromuscolare e se sono documentate strategie di trattamento rivolte a ridurne gli effetti.
Materiali e metodi: La ricerca è stata effettuata utilizzando i database elettronici MEDLINE e PEDro, dalla ricerca iniziale sono emersi 17 articoli, sono stati eliminati da qui 9 articoli non inerenti all’argomento di tesi; in seguito all’analisi delle bibliografie degli articoli rimasti sono stati inclusi altri 7 articoli.
Risultati: Dalla ricerca e dall’analisi delle bibliografie sono stati individuati 15 articoli.
Conclusioni: Esaminando la letteratura presa in esame possiamo affermare che l’AMI è causata da una modificazione delle informazioni provenienti dai recettori sensoriali che circondano un?articolazione danneggiata. I fattori che possono alterare queste informazioni sono: gonfiore, infiammazione, lassità articolare, danno recettoriale. Ad oggi sono state individuate 3 vie prevalenti coinvolte nell’AMI: Interneurone Ib, riflesso di flessione e circuito ?. La possibile influenza dei centri sovra spinali nell’AMI è vasta, ma si è appena iniziato ad esplorarla. Alcuni dei più promettenti interventi terapeutici nel ridurre gli effetti dell’AMI sono la crioterapia, la TENS e la NMES.

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