Laura Bassi, Fisioterapista
Master Universitario in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici


INTRODUZIONE: la malformazione di Chiari consiste in una discesa delle tonsille cerebellari nella parte superiore del canale midollare. Questa erniazione deve essere maggiore di 3 mm e minore del forame magno. Le condizioni cliniche più frequentemente associate sono la siringomielia e l’idrocefalo. Sono riconosciuti quattro tipi di malformazione di Chiari: I, II, III e IV con recente introduzione del tipo 0 e del tipo 1.5. I pazienti con malformazione di Chiari, presentano un’enorme varietà di segni e sintomi che possono variare dal leggero mal di testa ad una severa mielopatia e compromissione del tronco encefalico. Il sintomo più comune è il dolore in zona occipitale e cervicale superiore, indotto o esacerbato da manovre di Valsalva come ridere, starnutire e tossire. La tecnica diagnostica d’elezione è la risonanza magnetica. Generalmente il trattamento è chirurgico.
OBIETTIVO: gli obiettivi di questa tesi sono:
· Presentare le manifestazioni cliniche della malformazione di Chiari, in modo da formulare un sospetto diagnostico e indirizzare nel modo appropriato i pazienti allo specialista per la conferma diagnostica. Non confondere la sindrome con altre patologie e valutare la presenza di una red flag al fine di non effettuare manovre che possano apportare danni al paziente;
· Valutare se in letteratura sono riportati test valutativi che possano individuare la patologia;
· Valutare se in letteratura sono riportati trattamenti conservativi per la malformazione di Chiari di competenza del fisioterapista.

RISORSE DATI: le informazioni utili all’elaborazione sono state tratte dalla letteratura disponibile su PubMed, Pedro e Google.
RISULTATI: sono stati individuati 8 case study utili allo scopo della tesi. La maggior parte degli studi presentava il quadro sintomatologico e l’iter del paziente fino alla diagnosi. Solo due studi sul trattamento manuale di tipo manipolativo e cranio sacrale.
CONCLUSIONI: non vi sono sintomi o condizioni cliniche patognomoniche né test valutativi che permettano di identificare la malformazione di Chiari. In letteratura sono riportati trattamenti conservativi di tipo manuale manipolativo e cranio sacrale ma gli articoli non sono chiari rispetto alle modalità di trattamento.

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