Infortuni di arto superiore negli atleti di CrossFit

Il CrossFit è una forma di allenamento a intervalli ad alta intensità che include esercizi funzionali di varie discipline tra cui weightlifting, powerlifting e ginnastica. La letteratura medica incentrata sul CrossFit ha dimostrato una crescita esponenziale di pubblicazioni, passando dal primo e unico articolo nel 2012 a 59 articoli pubblicati nel 2020.

Il tasso di infortuni tra gli atleti che praticano CrossFit varia da 0.2 a 18.9 infortuni ogni 1000 ore di allenamento. Rispetto al weightlifting, gli atleti che praticano CrossFit sembrano essere più esposti al rischio di infortuni: è stimato un rischio di infortunio maggiore di 1.3 volte e una richiesta di assistenza medica quasi il doppio delle volte.

Infortuni alla spalla

Gli infortuni alla spalla nel CrossFit hanno un’incidenza di circa 1,94 infortuni ogni 1000 ore di allenamento. La spalla è stata più volte identificata come l’articolazione più vulnerabile sia durante gli allenamenti sia nelle competizioni di CrossFit. Gli infortuni di spalla rappresentano circa il 19–39% di tutti gli infortuni. Tra i principali fattori di rischio sono stati identificati una tecnica esecutiva inadeguata, la presenza di infortuni precedenti, il livello di esperienza, un volume di allenamento superiore alle 11 ore settimanali e l’esecuzione di esercizi ripetitivi che aumentano il rischio di infortuni da sovraccarico.

Sebbene nel CrossFit gli infortuni alla spalla siano frequenti, la loro incidenza risulta elevata anche in altri sport. Gli infortuni alla spalla costituiscono il 49% degli infortuni nella ginnastica e il 51% degli infortuni nel weightlifting. I maschi hanno un tasso di infortuni alla spalla 2.8 volte più elevato rispetto alle femmine. Gli overhead press, gli snatch e i kipping pull-up sembrano essere gli esercizi più associati all’insorgenza di infortuni. Gli elementi caratteristici di alcuni esercizi che potrebbero favorire gli infortuni alla spalla sono carico eccentrico, impingement e movimenti al limite del normale range fisiologico. Su un totale di 84 infortuni segnalati, ben 33 hanno coinvolto l’arto superiore. La maggior parte di questi è stata causata da esercizi di ginnastica (pull-up o muscle-up) e da sollevamenti come snatch e jerk.

L’esposizione prolungata a carichi eccentrici ripetuti è riconosciuta come un fattore di rischio rilevante per lo sviluppo di tendinopatie. Molti movimenti, come jerk, overhead press e snatch ed esercizi di ginnastica come pull-up e muscle-up sfruttano lo slancio per generare la forza necessaria a completare l’esercizio. La combinazione di carichi elevati e movimenti dinamici dell’articolazione gleno-omerale sottopone muscoli e tendini a sollecitazioni significative. Se a questi fattori si aggiungono ripetizioni elevate, affaticamento e tecnica non ottimale, il rischio di infortunio per le strutture muscolotendinee della spalla aumenta sensibilmente.

Impingement

Molti esercizi del CrossFit espongono la spalla a rischio di impingement, interno ed esterno. L’impingement interno si verifica quando la spalla è in massima abduzione ed extrarotazione (come nei kipping pull-up), creando un contatto patologico tra la parte posteriore superiore della glenoide e il grande tubercolo dell’omero, dove si inserisce il tendine del sovraspinato. Questo meccanismo può causare lesioni parziali della cuffia dei rotatori, danni al labbro posterosuperiore e rigidità capsulare posteriore. Queste problematiche, un tempo osservate principalmente negli atleti overhead come i lanciatori, sono oggi sempre più frequenti anche nel CrossFit. Esercizi come il kipping pull-up mettono la spalla in posizioni complesse e molto stressanti.

Quello che un tempo veniva definito impingement esterno era riferito a situazioni in cui i tendini della cuffia dei rotatori venivano compressi sotto l’acromion, soprattutto durante movimenti sopra la testa. Esercizi come jerk press, overhead press, snatch e alcune varianti di pull-up e muscle-up sono considerati a rischio per questo tipo di meccanismo. Tuttavia, oltre all’aspetto puramente meccanico è importante valutare carico, controllo motorio, fatica e adattamenti individuali, fattori che giocano un ruolo determinante nella comparsa dei sintomi.

Ad oggi, pochi studi si sono concentrati sui trattamenti specifici per le patologie di spalla più comuni negli atleti di CrossFit. La maggior parte degli infortuni alla spalla (circa il 93–97%) può essere gestita in modo non chirurgico. I fattori di rischio più frequenti per lo sviluppo di dolore di spalla sono tecnica esecutiva scorretta (33%) e infortuni precedenti (33%). Atleti e allenatori dovrebbero interrompere una serie quando la tecnica comincia a deteriorarsi a causa della stanchezza, piuttosto che insistere a ogni costo. E in caso di dolore persistente o difficoltà nel tornare all’allenamento, è sempre consigliato consultare un professionista sanitario.

Infortuni al gomito

Gli infortuni al gomito hanno una frequenza che varia tra l’1% e il 12% del totale degli infortuni segnalati. Quando si confrontano questi dati con altre discipline, l’incidenza è simile, tra il 3 e il 10% nel weightlifting e l’8 e il 28% nel powerlifting. Le problematiche più frequenti sono da sovraccarico tendineo, ma anche traumatiche come rottura del bicipite distale o lussazione di gomito.

Gli infortuni al gomito si verificano spesso durante esercizi di weightlifting o ginnastica, poiché queste attività impongono carichi elevati in posizioni estreme del movimento articolare. Un esempio chiave è lo snatch che con presa larga e richiesta di iperestensione del gomito genera un’elevata sollecitazione sull’arto superiore.

Infortuni al polso

Gli infortuni a polso e mano hanno una frequenza che varia dal 3% al 20%, a seconda di come viene definito l’infortunio e se è stato diagnosticato da un professionista sanitario. Quando si confrontano questi dati con altre discipline, l’incidenza è simile, tra il 5% e il 23% nel weightlifting e il 12% e il 23% nel body building. La maggior parte degli infortuni che interessa la regione distale dell’arto superiore riguarda nel 76% dei casi il polso, nel 14% le dita e nel 4% la mano. I principali fattori di rischio per lo sviluppo di un infortunio a mano o polso sono sesso maschile e pratica del CrossFit superiore ai 5 anni. Questi due elementi sono stati associati a una maggiore probabilità di riportare lesioni in queste regioni.

È interessante notare che circa il 73% degli atleti con infortuni a mano o polso non si rivolge a un professionista sanitario. Le diagnosi più frequenti sono distorsioni, lesioni legamentose e fratture. Gli esercizi di weightlifting, powerlifting e ginnastica, molto presenti nel CrossFit, sono tra quelli più a rischio, probabilmente a causa dei carichi elevati in iperestensione del polso che caratterizza molti movimenti di queste discipline.

La letteratura scientifica sul CrossFit è ancora limitata a studi con un basso grado di evidenza. Tuttavia sappiamo che gli atleti che praticano CrossFit mostrano un’elevata incidenza di infortuni all’arto superiore. Per questo motivo, è essenziale che professionisti sanitari, atleti e trainer conoscano bene le dinamiche del CrossFit e le patologie associate.

La prevenzione parte dalla consapevolezza: conoscere i movimenti critici e lavorare sulla qualità dell’esecuzione può fare la differenza nel ridurre il rischio di infortunio e migliorare la longevità sportiva.

In attesa di studi più robusti, atleti e trainer dovrebbero puntare con decisione sulla tecnica corretta e evitare esercizi che causano dolore. In particolare, chi si trova a un livello principiante o intermedio, così come chi ha una storia di infortuni pregressi, dovrebbe prestare particolare attenzione agli esercizi ripetitivi e a quelli già identificati come ad alto rischio per l’arto superiore, tra cui clean and jerk, snatch, press e kipping pull-up.

Nicolay RW, et al. Upper Extremity Injuries in CrossFit Athletes-a Review of the Current Literature. Curr Rev Musculoskelet Med. 2022;15(5):402-410. doi:10.1007/s12178-022-09781-4
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35867271/

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