Firas Mourad, PT, OMT, CSMT, PGCert Sport & Exercise Medicine
Riccardo Rosa, PT, COMT, MRDP

flexion-rotation testIl mal di testa è tra i disturbi più prevalenti e colpisce la maggior parte della popolazione (Stovner L 2007). L’emicrania è uno dei mal di testa più comuni (Lipton RB 2007). La cefalea cervicogenica (CGH), invece, è un sottogruppo di mal di testa secondario che origina da disordini del rachide cervicale (Jull G 2002). Avendo alcune caratteristiche cliniche comuni (Sjaastad O 1998), una delle sfide diagnostiche nella valutazione del mal di testa per un fisioterapista è distinguere il CGH dall’emicrania (Henry P 1987). Studi recenti dimostrano che circa il 50% delle diagnosi di mal di testa è incorretta (Pfaffenrath V 1990). Avendo differenti meccanismi patologici è molto importante classificare correttamente il mal di testa in modo da trattarlo appropriatamente. Infatti, un trattamento fisioterapico si è dimostrato efficace per la CGH (Hall T 2007, Jull G 2002), ma non per l’emicrania (Bronfort G 2004). In particolare è stato dimostrato recentemente che un deficit di mobilità nel rachide cervicale superiore, associato a dolore alla palpazione dello stesso distretto e un deficit nel controllo dei muscoli cranio-cervicali hanno una sensibilità del 100% e specificità del 94% nell’identificazione della CGH rispetto all’emicrania (Jull G 2007).
Il flexion-rotation test (FRT) è un test validato e affidabile nell’identificare deficit di mobilità del rachide cervicale superiore associato a CGH (Hall T 2004, 2008, 2010; Ogince M 2007). Il movimento valutato durante il test avviene soprattutto a livello C1-2 (Takasaki H 2010), poiché il rachide cervicale è posto in flessione completa. Il R.O.M. fisiologico di questo livello in una flessione cervicale end-range è stato stimato essere di 44° per lato (Hall T 2004). Una disfunzione C1-2 ha ROM medio minore di 17° (Amiri M 2003, Dvorak J 1990). Ogince et al. (2007) hanno definito che un FRT è positivo se il ROM è limitato a 32° o meno. Essi hanno anche dimostrato che il FRT ha un elevato grado di accuratezza (sensibilità 91%; specificità 90%) nell’identificare soggetti affetti da CGH rispetto a asintomatici o con emicrania con aura. Tuttavia, poiché i gruppi di controllo non avevano problematiche di origine cervicale e poiché il gruppo CGH era altamente definito, i risultati si sono dimostrati artificialmente elevati.
Hall et al. (2008), quindi, hanno valutato l’affidabilità e la validità del FRT nel discriminare soggetti con cefalea causata da una disfunzione C1-2. Rispetto allo studio di Ogince et al. (2007) nel gruppo di controllo sono stati inclusi pazienti con CGH, ma il cui deficit primario non risultava essere C1-2. Inoltre, è stata valutata la riproducibilità inter-esaminatore tra fisioterapisti esperti e non. La sensibilità e la specificità sono risultate rispettivamente del 90% e dell’88% con un’accuratezza tra clinici esperti del 92%; l’accuratezza complessiva del test è risultata essere dell’89% se eseguita da un fisioterapista esperto. La validità del test (sensibilità, specificità e accuratezza inter-esaminatore) eseguito da fisioterapisti meno esperti risultava essere minore, ma comunque ad un livello clinico accettabile. Il R.O.M. “stimato” dai fisioterapisti meno esperti, tuttavia, è risultato significativamente maggiore dal lato della restrizione (5° e 9°). Gli autori concludono che il FRT rappresenti uno strumento clinico utile a valutare una disfunzione del rachide cervicale superiore (C1-2) e che possa aiutare ad effettuare una diagnosi differenziata di CGH (Hall T 2008).
In un single-blind comparative measurement study design successivo, Hall et al. (2010) hanno determinano se l’interpretazione dell’esaminatore e il range valutato, tramite il CFT, differiva in pazienti affetti da CGH, emicrania e mal di testa di origine mista (MHF). I pazienti sono stati inclusi secondo i criteri di Antonaci (2001) per la CGH, i criteri diagnostici dell’Internationa Headache Society (IHS 2004) per l’emicrania e in presenza di 2 o più forme distinte di mal di testa per il gruppo MHF. Il range medio di rotazione omolaterale al lato più limitato risultava essere 25° per pazienti affetti da CGH, dato in accordo con studi gli studi precedenti (Hall T 2008, Ogince 2007). Questo dato era significantemente ridotto rispetto a pazienti affetti da emicrania e MHF (42° e 35° rispettivamente). È stato, inoltre, stimato che un clinico esperto è in grado di fare diagnosi correttamente con il FRT nell’85% dei casi con cut-off per un test positivo in presenza di un ROM minore di 30°; dato in accordo con studi precedenti (Ogince 2007, Hall T 2004). Infine le variabili “il movimento o postura del rachide cervicale provoca mal di testa” e “sintomi al rachide cervicale precedono il mal di testa” sembrano essere i predittori più significativi per un deficit del ROM. Al contrario, la presenza di aura sembrerebbe minimamente correlata ad un deficit di mobilità, come, del resto, l’emicrania.
Il fatto che il FRT non sia caratteristica clinica propria dell’emicrania fornisce ulteriori evidenze al supporto dell’utilità clinica di questo test nella diagnosi della CGH.
Questa revisione narrativa conferma l’utilità dell’utilizzo del FRT durante la valutazione fisioterapica; in particolare, durante la valutazione della mobilità segmentale C1-2 e durante la valutazione della CGH.

Bibliografia essenziale
Hall TM, Robinson KW, Fujinawa O, Akasaka K, Pyne EA. Intertester reliability and diagnostic validity of the cervical flexion-rotation test. J Manipulative Physiol Ther. 2008 May;31(4):293-300.

Ogince M, Hall T, Robinson K, Blackmore AM. The diagnostic validity of the cervical flexion-rotation test in C1/2-related cervicogenic headache. Man Ther. 2007 Aug;12(3):256-62.

Hall TM, Briffa K, Hopper D, Robinson K. Comparative analysis and diagnostic accuracy of the cervical flexion-rotation test. J Headache Pain. 2010 Oct;11(5):391-7.

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