Carla Strubbia, Fisioterapista
Master Universitario in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici


Obiettivi: Alcune informazioni provenienti dalla letteratura suggerirebbero che il dorso curvo nell’anziano è correlato a disabilità, rischio di cadute e riduzione della qualità della vita. Questa revisione della letteratura si propone un duplice obiettivo:
1- Indagare il rapporto tra dorso curvo, qualità della vita, rischio di cadute/ fratture.
2- Indagare il raggio d’azione e la rilevanza della fisioterapia nel management di questi pz cercando di individuare quelle che potrebbero essere le strategie terapeutiche più efficaci in relazioni ai vari rischi a cui espone il dorso curvo (es: perturbation training efficace o no per prevenire le cadute, training degli estensori migliora o no la qualità della vita ecc.)
Materiali e Metodi: Per questa ricerca è stata effettuata una revisione della letteratura attraverso la banca dati elettronica di MEDLINE utilizzando le seguenti parole chiavi: “kyphosis” AND “posture” AND “aged” OR “elderly” management “risk of falls” AND “quality of life” “vertebral fracture” “manual therapy” “hyperkyphosis”. Si è scelto di prendere in esami solo studi pubblicati dall’anno 2001 ad oggi, in modo da circoscrivere la revisione per un lasso di tempo di 10 anni in lingua inglese, italiana e spagnola. Sono stati esclusi gli articoli di cui non fosse consultabile l’abstract, che non sono stati reperibili e che fossero case-report o case-series.
Risultati: La ricerca inizialmente ha prodotto 105 articoli. Attraverso la lettura del titolo e dell’Abstract sono stati esclusi 51 articoli, in quanto non pertinenti con l’oggetto del nostro studio. Dei 54 articoli rimasti è stata fatta poi una seconda e più approfondita selezione, ottenuta mediante lettura del full-text, che ha portato all’inclusione di 12 articoli ritenuti i più validi da un punto di vista metodologico. Gli studi sono in gran parte RCT. La scarsità di studi in letteratura indica che il fenomeno dell’ipercifosi nell’anziano non è stato ancora affrontato completamente né dal punto di vista delle cause, né di quello riabilitativo e di managment.
Conclusioni: Attraverso questa revisione si può concludere l’ipercifosi nell’anziano è un fenomeno in crescita a causa dell’aumento dell’età media nella popolazione mondiale. Gli studi analizzati concordano nel dire che l’ipercifosi non è assolutamente un disturbo da sottovalutare per via delle sue conseguenze sia fisiche che psicologiche, come la diminuzione della qualità di via, la crescita del rischio di cadute, la depressione e l’isolamento dalla società. La riabilitazione intesa come esercizi per migliorare il controllo del tronco, di rinforzo dei muscoli estensori della colonna, di training del cammino ed aerobici come lo yoga, di mobilizzazione e terapia manuale hanno un risultato significativamente positivo in diminuzione dell’angolo cifotico, in aumento della qualità di vita e della sicurezza a svolgere le normali attività ed in infine in riduzione del rischio di cadute. Da rilevare sono anche gli esercizi preventivi effettuati alla fine della quinta decade, quando ciò il rischio di adottare una postura in cifosi raggiunge il suo picco.

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